Quando si parla di separazione, si pensa quasi istintivamente ai figli. Tuttavia, è bene ricordare che il benessere psicologico di questi ultimi passa sempre attraverso la capacità dei genitori di gestire il momento di transizione. Per stimolare e rafforzare tale capacità può essere utile ricorrere a una valida risorsa: i gruppi di parola per genitori separati.
Spieghiamo in sintesi di cosa si tratta.
COSA SONO I GRUPPI DI PAROLA PER GENITORI SEPARATI
I gruppi di parola per genitori separati sono percorsi finalizzati a favorire la genitorialità condivisa attraverso la diffusione di una diversa cultura della separazione, incentrata sul riconoscimento dell’importanza della continuità dei legami genitoriali, della collaborazione e della comunicazione per mantenere stabili e significativi rapporti con i figli. Si tratta di un’esperienza in cui il genitore separato ha l’opportunità di conoscere nuove persone, condividere i propri vissuti personali, relativizzare le proprie difficoltà e trovare con l’aiuto del gruppo possibili soluzioni ai propri problemi.
A COSA SERVONO
Nella fase critica della separazione le capacità genitoriali possono temporaneamente venir meno. I gruppi di parola per genitori separati promuovono il rilancio delle risorse personali e la creazione di processi relazionali, di crescita e autonomia utili a uscire dall’impasse generata dal conflitto. Il confronto con altri permette inoltre un proficuo scambio d’informazioni su come:
- favorire la genitorialità condivisa;
- evitare che i figli diventino parte attiva nel conflitto di coppia, risparmiandogli la dolorosa scelta tra due rapporti per loro ugualmente necessari;
- spiegare ai figli il cambiamento, utilizzando le parole più adatte all’età e al carattere;
- gestire tempi e modalità di permanenza dei figli con ciascun genitore;
- regolare i rapporti affettivi dei figli con parenti, amici e nuovi compagni, rispettando le esigenze di tutti.
COME FUNZIONANO
Varianti a parte, i gruppi di parola per genitori separati prevedono un ciclo d’incontri (5-10) di due ore ciascuno durante i quali un numero ristretto di adulti si riunisce, insieme a un conduttore debitamente formato (in genere un mediatore familiare, uno psicologo o un educatore), per confrontarsi sulla sua particolare condizione.

