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Separazione, la difficoltà di ammettere che è finita

La separazione non è un processo facile, soprattutto quando a concludersi è una relazione di lunga durata da cui si è generata una famiglia. Così, di fronte alla difficoltà di una crisi, si moltiplicano esponenzialmente le richieste di consulenza genitoriale. Ma perché accade ciò? Quale è il motivo di una così immediata consequenzialità? La famiglia rappresenta il punto di riferimento principale di ogni essere umano, è il luogo protetto, il nido in cui trovare conforto. E lo si cerca anche quando non è più in grado di offrire tale sostegno emotivo. A livello psicologico e sociale la famiglia costituisce quindi un sistema esperienziale, cioè una struttura complessa composta da individui con emozioni, paure, difficoltà personali e relazionali, ciascuno dei quali deve trovare modalità d'intesa con gli altri, affinché l'insieme possa funzionare in modo adeguato. In questa complessità ognuno vive un conflitto interno dovuto al delicato (ma necessario) bisogno di appartenenza che necessita di compromessi tra il riconoscimento di sé come individuo e quello di sé come membro di un sistema. Nei momenti di crisi uno o più membri della famiglia possono trovare difficoltà a riconoscersi nel sistema, sviluppando comportamenti sintomatici e disfunzionali. Nella maggior parte dei casi sono bambini e ragazzi a esprimere un disagio, attraverso sintomi che non di rado sono indice più di un malessere della famiglia che personale. Tali sintomi dovrebbero essere considerati come segnali di aiuto che i figli lanciano ai genitori. Tuttavia, spesso accade che questi ultimi decidano d'ignorare tali segnali oppure di spostare il problema dalla famiglia all'individuo. Si tratta di un meccanismo di difesa volto a proteggersi dall'ansia e dalle preoccupazioni. Il rapporto con il partner (per quanto problematico) e la vita familiare condotta fino a quel momento sono infatti un terreno conosciuto e sicuro in cui si è imparato a sopravvivere e a difendersi, anche a costo di una grande sofferenza emotiva. Non si sa nulla invece di ciò che potrebbe riservare il futuro, se si decide di troncare la relazione. E l'ignoto, si sa, fa paura. Si teme di soffrire e far soffrire i figli, di non trovare nessuno con cui ricostruirsi una vita affettiva, di cadere vittime dei pettegolezzi, di contravvenire ai principi religiosi o sociali della propria cultura di appartenenza, ecc. Tutti validi motivi che però spingono le persone a ignorare il problema, generando sofferenza per tutta la famiglia e creando gabbie invisibili che col passare del tempo diventano sempre più strette e scomode. I rapporti in cui i partner hanno costruito un universo comune sia materiale che relazionale (dalla casa ai legami interpersonali con parenti e amici) sono difficili da interrompere, tanto più in un periodo storico di crisi economica quale quello attuale in cui l'impossibilità di riuscire a mantenersi da soli, lasciare una casa per acquistarne un'altra o, più frequentemente, trovare un'alternativa in affitto, rinunciando ai privilegi che si erano acquisiti nella vita a due, spinge le persone a restare legate per convenienza non solo economica, ma anche psicologica e sociale. Non è l'assenza di problemi a distinguere una famiglia "sana" da una "non sana", ma la sua capacità di riconoscerli e affrontarli. Ogni situazione di difficoltà - dalla perdita di equilibrio all'indebolimento delle risorse psicoemotive - dovrebbe quindi essere identificata e analizzata per consentire al sistema familiare di fronteggiare la crisi, adattandosi al cambiamento. La psicoterapia assolve spesso la funzione di smuovere tali considerazioni, quasi sempre negate, e, una volta individuato il problema, aiuta la coppia genitoriale ad attivare nuove risorse e/o ad accettare che il sistema familiare possa non essere più funzionale. Ecco perché, pur non portando al terapeuta l'esatta problematica (semplicemente perché non riconosciuta), può capitare che durante il percorso la coppia sposti la sua attenzione sulla separazione come possibile soluzione per il benessere della famiglia, chiedendo di essere aiutata ad affrontare il momento con meno timori e reticenze. Separarsi può spaventare, ma se la coppia è infelice, anche la famiglia lo è.

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