“Ferragosto, moglie mia non ti conosco”, insegna la saggezza popolare. E mai proverbio fu più azzeccato per questo periodo. Sì, perché, se è vero che nell’immaginario collettivo le ferie rappresentano il momento più rilassante dell’anno, è altrettanto vero che molti ne fanno una valvola di sfogo per scaricare tensioni e malesseri accumulati nel tempo. E così, puntualmente, settembre conquista il primato del maggior numero di ricorsi per separazione depositati in tribunale, lasciando sul campo morti e feriti per quasi un terzo del totale annuo.
Per le coppie, dunque, è sempre meno idillio d’estate. Tutta colpa di quella ritrovata convivenza genitori-figli che la routine quotidiana aveva pressoché azzerato durante il periodo lavorativo e che, se la coppia non funziona, può risultare insopportabile, trasformando le ferie in uno stillicidio di liti e incomprensioni.
Ecco allora qualche utile consiglio per separarsi senza farsi la guerra, evitando di complicarsi il rientro (e la vita).
PREFERIRE LA SEPARAZIONE CONSENSUALE
Separarsi consensualmente è quasi sempre la soluzione migliore. La separazione consensuale, infatti, lascia ai coniugi la possibilità di accordarsi autonomamente sulle condizioni, abbrevia i tempi dell’iter giudiziario e riduce, spesso anche di molto, i costi della procedura.
RIVOLGERSI A UN MEDIATORE FAMILIARE
Se si ha a cuore l’interesse dei figli, la mediazione familiare è senza dubbio la scelta più azzeccata. Con l’aiuto del mediatore i genitori elaborano in prima persona un accordo di separazione soddisfacente per sé e per loro, evitando che il conflitto diventi distruttivo.
AFFIDARSI A UN AVVOCATO NEUTRALE
L’avvocato è “di parte” per definizione, a maggior ragione quando è un parente, un amico o un conoscente. È quindi sconsigliabile affidare la separazione consensuale al medesimo legale, se quest’ultimo ha legami con uno dei coniugi. Il rischio di vedersi proporre condizioni capestro, basate sul presupposto di una posizione sbilanciata a favore dell’uno o dell’altro, sarebbe dietro l’angolo. Meglio affidarsi a un professionista terzo che possa leggere la situazione senza pregiudizi, prospettando soluzioni equilibrate e di buon senso.

