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Scuola, vademecum per genitori separati

Il primo giorno di scuola è alle porte e la campanella è pronta a richiamare tra i banchi bambini e ragazzi. Il momento è frenetico un po' per tutti, soprattutto per i genitori, i quali, oltre a dover fare i conti con gli acquisti di rito, sono attesi alla prova di un altro anno scolastico ricco di incognite. Ma se per quelli uniti la scuola rappresenta un'importante chance di condivisione della genitorialità, per quelli separati non è che uno dei tanti terreni sdrucciolevoli su cui si gioca la partita dell'affidamento condiviso. Vediamo allora in sintesi quali sono le regole da osservare per evitare che il nuovo anno si trasformi in una vera e propria trappola. Iscrizione a scuola L'art. 316 c.c., comma 1, recita testualmente: "Entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio". L'iscrizione a scuola, così come tutte le sue implicazioni (scelta dell'istituto, scelta dell'indirizzo di studi, scelta di avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica, ecc.) è senza dubbio un'incombenza che richiede l'accordo tra i genitori, trattandosi di una decisione che "può condizionare l'apprendimento e la formazione del minore" (Cassazione, sentenza n. 14360 del 3 novembre 2000). Va tuttavia precisato che né la normativa in materia (in particolare l'art. 192, comma 11, del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994) né la modulistica ministeriale prevedono la doppia firma, intendendo come tacito l'accordo del genitore non firmatario. Non essendo autorizzata a richiedere informazioni preventive sul regime giuridico dei rapporti genitori-figli, la scuola deve limitarsi ad acquisire quelle risultanti dal modulo d'iscrizione, salvo nei casi in cui i genitori presentino spontaneamente relativa documentazione e/o rendano manifesto il loro conflitto (il dissidio sul prelievo dei figli al termine delle lezioni nei giorni di affidamento all'uno o all'altro genitore ne è un classico esempio). Trasferimento ad altro istituto Secondo le norme pubblicistiche che disciplinano il nulla osta (regio decreto n. 653 del 4 maggio 1925) e l'azione amministrativa (legge n. 241 del 7 agosto 1990) e quelle civilistiche che disciplinano la responsabilità genitoriale (legge n. 54 dell'8 febbraio 2006), il trasferimento dell'alunno da un istituto a un altro richiede l'accordo tra i genitori, quale che sia il regime giuridico dei rapporti genitori-figli. Orientamento confermato anche dal Tribunale per i Minorenni di Ancona secondo cui, in caso di affidamento condiviso, "l'istituzione scolastica cui sia richiesto da uno solo dei genitori affidatari il nulla osta al trasferimento in altro istituto deve acquisire l'opinione sul punto dell'altro genitore, non concedendo il nulla osta ove il riscontro non sia positivo" (decreto n. 9 del 7 gennaio 2008). Delega degli atti Quando i genitori sono impossibilitati a occuparsi in prima persona delle incombenze scolastiche, la delega può rivelarsi uno strumento particolarmente utile. È però consigliabile non abusarne: una cosa è infatti delegare il compimento di alcuni atti, altro è la delega - vietata - dell'esercizio tout court della responsabilità genitoriale. Vi sono infatti atti, quali per esempio la partecipazione ai colloqui con i docenti o la firma delle giustificazioni, che non possono essere interamente delegati, poiché funzionali al dovere di mantenere ed educare la prole e, quindi, anche alla tutela dei figli minori. Informazioni sui risultati scolastici Il genitore, anche non affidatario, ha il dovere (oltre che il diritto) di vigilare sull'istruzione del figlio minore (Consiglio di Stato - Sez. VI - Sentenza n. 5825 del 13 novembre 2007 e nota del MIUR del 20 dicembre 2005). Quale che sia il regime giuridico dei rapporti genitori-figli e salvo il caso di decadenza dalla responsabilità genitoriale, il genitore ha il diritto di conoscere i risultati scolastici dei figli. Le relative informazioni possono essere acquisite sia attraverso l'esercizio del diritto di accesso (ex art. 22 della legge n. 241 del 7 agosto 1990) sia attraverso le modalità previste dall'istituto (colloqui con i docenti, schede di valutazione, sms di notifica delle assenze, accesso al registro elettronico, ecc.). Secondo l'orientamento giuridico prevalente il diritto d'informazione dei genitori prosegue anche con la maggiore età, almeno fino a quando cessa l'obbligo di mantenimento sussistente in capo ai genitori (art. 155 quinquies c.c.). Partecipazione dei genitori alla vita scolastica La partecipazione dei genitori alla vita scolastica, e più specificamente la loro presenza negli organi collegiali a livello di circolo-istituto, è regolata dall'art. 7 dell'ordinanza ministeriale n. 215 del 15 luglio 1991, il quale dispone che l'elettorato attivo e passivo: in caso di affidamento condiviso, spetta (anche se i figli sono maggiorenni) a entrambi i genitori o a coloro che ne fanno legalmente le veci, intendendosi come tali le sole persone fisiche a cui siano attribuiti, con provvedimento dell'autorità giudiziaria, poteri tutelari, ai sensi dell'art. 348 c.c.; in caso di affidamento esclusivo, spetta anche al genitore non affidatario, purché abbia mantenuto la responsabilità sul minore; non spetta al genitore che ha perso la responsabilità sul minore.

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