Archivio tag: Conflitto

Mediazione familiare e sostegno alla genitorialità

La mediazione familiare si rivolge a coloro che stanno vivendo una separazione (direttamente o indirettamente), operando in una delicata area intermedia che si colloca a cavallo tra il contesto psico-socio-pedagogico e il contesto legale, ovvero quello psicogiuridico. L’accompagnamento attraverso le difficoltà della transizione e il dolore per la rottura del patto coniugale è il principale onere del mediatore, il quale, prima ancora che un arbitro, un negoziatore o un conciliatore, è un “curatore” della relazione tra le parti. Continua a leggere

In mediazione familiare per salvare il progetto genitoriale

In una relazione di coppia in cui siano presenti figli i partner vivono una doppia dimensione: la coniugalità e la genitorialità. Si tratta di dimensioni parallele che danno vita a progetti diversi, prossimi tra loro quanto a coinvolgimento emotivo, impegno e investimento, ma nettamente distinti quanto a compiti e responsabilità. Nel momento della separazione non è infrequente la confusione tra i due ruoli, tanto che mantenere la continuità della coppia genitoriale si profila come compito particolarmente difficile, a causa delle interferenze derivanti dal conflitto che opera nella sfera dimensionale della coniugalità. Continua a leggere

Un’arancia in due, cosa vuol dire mediare e che valore ha

In Italia la mediazione familiare è purtroppo ancora poco nota, se non addirittura sconosciuta. Un vero peccato dal momento che essa rappresenta un potente strumento non solo per la gestione del conflitto separativo, ma spesso anche per la sua definitiva risoluzione. Per tutti coloro che non ne sanno granché o che nel migliore dei casi la confondono con altro, vale allora la pena di spiegare in cosa consiste e qual è il suo valore. Continua a leggere

Cronaca di un caso di mediazione familiare

Cronaca di un caso di mediazione familiare

Nella mia esperienza professionale ho trattato diversi casi di mediazione familiare, ma una coppia, in particolare, mi ha colpito per la modalità di gestione del conflitto nel “congelamento”, ovvero quella fase caratterizzata da rigidità, controllo e contenimento dei sentimenti negativi reciprocamente provati a causa della separazione. Nel congelamento la coppia si presenta apparentemente pragmatica sugli aspetti organizzativi e di gestione dei figli, ma “congelata” sugli aspetti emotivo-relazionali. Continua a leggere

I nonni, una risorsa preziosa nella separazione

I nonni, una risorsa preziosa nella separazione

La scelta di due individui di sposarsi, o comunque di avviare una convivenza, comporta che ciascuno di essi si assuma la giusta dose di responsabilità sia nei confronti dell’altro sia in quelli della comunità in cui vive, in quanto l’essere coppia dà origine a un nuovo status, quello di famiglia, che esiste ed è socialmente legittimato. Analogamente, la decisione di separarsi non potrà non avere una ricaduta su tutti i suoi componenti, non solo i protagonisti principali (coniugi o conviventi e rispettivi figli), ma anche coloro che vi sono legati da una relazione parentale o amicale o che più o meno abitualmente vi ruotano attorno. Continua a leggere

Lasciare o essere lasciati, le differenze emotive nella separazione

Lasciare o essere lasciati, le differenze emotive nella separazione

All’inizio del processo di separazione i sentimenti sperimentati all’interno della coppia sono intensi. Amore e disamore, delusione, tristezza, incredulità e impotenza sono quelli che generalmente accompagnano i partner, seppure con una diversa collocazione temporale. Nella maggior parte dei casi uno dei due ha raggiunto un certo livello di disinteresse ed è già orientato al futuro, mentre l’altro vive una fase depressiva o una condizione di rabbia, mista a frustrazione, ed è letteralmente sospeso nel qui e ora. È quindi evidente che la percezione della perdita di chi lascia e di chi è lasciato è del tutto differente. Continua a leggere