Archivio dell'autore: Rosa Domilici

Informazioni su Rosa Domilici

Counselor e mediatrice familiare, perfezionata nella conduzione di gruppi di parola per figli di genitori separati. Dopo la specifica formazione presso il Centro Siciliano di Terapia della Famiglia e il Centro per la Mediazione Sistemica "Gregory Bateson", ho orientato il mio lavoro verso il tema che più mi sta a cuore, cioè quello della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie in difficoltà nello svolgimento dei propri compiti di educazione e cura (soprattutto in fase di separazione e divorzio). In tale ambito, oltre a prestare attività di consulenza, mi occupo di progettazione sociale (percorsi educativi, programmi di orientamento, reinserimento e vigilanza per minori stranieri non accompagnati e/o in affidamento ai servizi sociali, ecc.) e formazione professionale in qualità di docente nei corsi di aggiornamento destinati agli operatori sanitari.

Mediatore familiare, il “sarto” delle relazioni

Tra chi ne ha già sentito parlare e chi no, tra chi ne conosce la funzione e chi pensa che sia altro (per esempio, terapia di coppia), tra chi la ritiene utile e chi meno, sulla mediazione familiare si è detto e si continua a dire un po’ di tutto. La cosa certa è che, a oltre trent’anni dal suo primo approdo in Italia, su tale professione regna ancora una grande confusione. Ecco allora una metafora per spiegarla in maniera semplice. Continua a leggere

Lasciare o essere lasciati, le differenze emotive nella separazione

Lasciare o essere lasciati, le differenze emotive nella separazione

All’inizio del processo di separazione i sentimenti sperimentati all’interno della coppia sono intensi. Amore e disamore, delusione, tristezza, incredulità e impotenza sono quelli che generalmente accompagnano i partner, seppure con una diversa collocazione temporale. Nella maggior parte dei casi uno dei due ha raggiunto un certo livello di disinteresse ed è già orientato al futuro, mentre l’altro vive una fase depressiva o una condizione di rabbia, mista a frustrazione, ed è letteralmente sospeso nel qui e ora. È quindi evidente che la percezione della perdita di chi lascia e di chi è lasciato è del tutto differente. Continua a leggere