Assegno di mantenimento e deflazione

Raramente accade che l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) registri un segno negativo. A memoria ricordiamo solo un paio di anni: 1959, appena prima del boom economico del dopoguerra, e 2014, appena dopo l’ultima grande recessione. Ma nel 2020, complice il Coronavirus, sotto lo zero ci è andato spesso. Tant’è che da un po’ di tempo a questa parte si parla molto più di deflazione, cioè della tendenza del costo della vita a diminuire, che del suo contrario (inflazione, ndr). Ma se con quest’ultima abbiamo imparato a fare bene i conti, sulla prima non siamo altrettanto ferrati.

Ecco perché conviene approfondire l’argomento, chiarendo fin da subito che la teoria, secondo cui se il costo della vita diminuisce anche l’assegno di mantenimento si riduce, nella pratica non è così automatica. La riduzione, infatti, può essere operata solo se non incide sull’importo base stabilito a favore dei figli e/o del coniuge in sede di separazione. In caso contrario l’assegno di mantenimento rimane invariato.

Vediamo allora in dettaglio i due casi possibili.

QUANDO PUÒ ESSERE RIDOTTO

Facciamo l’esempio di un coniuge obbligato a corrispondere ai figli e/o all’ex coniuge un assegno di mantenimento di 500 euro a partire da luglio 2017:

  • calcolo della rivalutazione Istat per il 2018: 500 euro (importo base) + 1,5% (FOI di luglio 2018) = 507,50 euro;
  • calcolo della rivalutazione Istat per il 2019: 507,50 euro (importo rivalutato) + 0,2% (FOI di luglio 2019) = 508,52 euro;
  • calcolo della rivalutazione Istat per il 2020: 508,52 euro (importo rivalutato) + -0,4% (FOI di luglio 2020) = 506,48 euro (importo rivalutato).

In questo caso l’assegno può essere ridotto poiché la riduzione, risultante dal calcolo 508,52 euro (importo rivalutato) + -0,4% (FOI di luglio 2020) = 506,48 euro, incide sull’importo rivalutato.

QUANDO NON PUÒ

Facciamo l’esempio di un coniuge obbligato a corrispondere ai figli e/o all’ex coniuge un assegno di mantenimento di 500 euro a partire da luglio 2019.

In questo caso l’assegno non può essere ridotto poiché la riduzione, risultante dal calcolo 500 euro + -0,4% (FOI di luglio 2020) = 498 euro, incide sull’importo base.

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