Un’arancia in due, cosa vuol dire mediare e che valore ha

In Italia la mediazione familiare è purtroppo ancora poco nota, se non addirittura sconosciuta. Un vero peccato dal momento che essa rappresenta un potente strumento non solo per la gestione del conflitto separativo, ma spesso anche per la sua definitiva risoluzione. Per tutti coloro che non ne sanno granché o che nel migliore dei casi la confondono con altro, vale allora la pena di spiegare in cosa consiste e qual è il suo valore.

A tal fine risulta particolarmente utile un famoso aneddoto della Harvard Negotiation School:

Due bambine litigano per aggiudicarsi l’unica arancia rimasta in dispensa. L’una: “Spetta a me, perché l’ho presa per prima!” e l’altra: “No! Spetta a me, perché io sono la più grande!”. La madre, per sedare la lite, interviene, proponendo di tagliare l’arancia in due parti perfettamente uguali e di darne metà a ciascuna. Le bambine non sono soddisfatte: ognuna di loro vuole tutta l’arancia e non può cederne neanche un pezzo. La nonna, che ha osservato attentamente la scena, decide di chiedere a ognuna delle bambine perché realmente vogliono l’arancia. Una delle due dice di aver sete e di volerla spremere per berne il succo. L’altra dice che vuole grattugiarne la buccia per fare una torta. La nonna allora spreme la polpa, perché la più piccola ne possa bere il succo, e grattugia la buccia dell’arancia, affinché l’altra possa usarla per fare la torta. Entrambe le bambine sono soddisfatte e finalmente torna la pace.

Analizzando l’aneddoto appena riportato, il maggior valore della mediazione rispetto alla trattativa privata e al giudizio emerge subito chiaramente. La trattativa privata non permette di risolvere la questione dell’arancia. Le bambine infatti non provano minimamente ad ascoltarsi, ma perseguono unicamente l’affermazione del proprio diritto, senza considerare i bisogni dell’altra. Anche la soluzione “imposta” dalla madre (equiparabile alla sentenza di un tribunale) si rivela inefficace, in quanto, seppur equa e capace di sedare la lite, non riesce a soddisfare appieno nessuna delle due. L’intervento della nonna (paragonabile a quello del mediatore), invece, investigando sui reali motivi che spingono le contendenti a volersi aggiudicare l’arancia, sposta il fulcro della disputa dalla logica del mero “muro contro muro” a quella degli interessi sottostanti, riuscendo perfettamente nella mediazione. Entrambe le bambine sono soddisfatte e, soprattutto, ciascuna delle due lo è al 100%.

L’aneddoto offre anche lo spunto per evidenziare alcuni aspetti focali della mediazione familiare e, più precisamente, che:

  • i suoi protagonisti sono i coniugi, che confliggono perché non riescono a trovare un’intesa sulle condizioni di separazione, e il mediatore, che ha il compito di aiutarli a lavorare insieme per una positiva composizione del conflitto;
  • l’intervento del mediatore permette ai genitori di aumentare la propria consapevolezza di essere “nella stessa barca” e, seppur con frustrazioni, desideri e aspettative differenti, imparare a remare per il comune obiettivo della condivisione di decisioni sufficientemente soddisfacenti per sé e per i propri figli;
  • il confronto genitoriale verte su problematiche molto concrete quali la divisione dei beni, l’assegnazione della casa coniugale, l’affidamento, la collocazione e l’educazione dei minori, la determinazione di contributi economici a favore del coniuge e/o della prole e la frequentazione genitori-figli;
  • il percorso si svolge all’insegna di una totale neutralità ed è relativamente breve (generalmente 8-12 incontri).
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Informazioni su Ilaria Morosini

Mediatrice familiare e consulente legale, perfezionata in diritto di famiglia. Fin dai primi passi nell'ambiente giudiziario, ho avvertito una forte propensione per il delicato tema del sostegno alle relazioni (in particolare tra genitori e tra genitori e figli) nelle situazioni di separazione e divorzio. Per questo motivo mi sono specializzata in mediazione, specializzazione che oggi declino parallelamente in tre diversi ambiti: l'attività di studio, attraverso cui aiuto le coppie a creare un accordo plasmato e "cucito" sulla base delle proprie esigenze, quella informativa, fornita gratuitamente presso lo sportello del Comune di Carpiano, e quella editoriale, che mi vede impegnata nella cura di alcune rubriche di approfondimento su testate online e cartacee.