Gestire la complessità delle relazioni familiari nella separazione

Gestire la complessità delle relazioni familiari nella separazione

Probabilmente un uomo e una donna che vivono insieme tutta la vita, amandosi l’un l’altro e amando i propri figli, rappresentano la situazione più vicina al concetto di benessere familiare. Ciò che colpisce, però, è la forza con cui tendenzialmente si resiste all’idea che possano esserci altri modi, altrettanto degni, validi e maturi, di volersi bene, sostenersi a vicenda e crescere dei bambini, quando la relazione tra i genitori non è più fonte di benessere. In uno scenario di questo tipo le persone hanno difficoltà ad attraversare l’esperienza della separazione con senso di responsabilità ed equilibrio. Tanto più in un clima che, mentre sanziona ed enfatizza le colpe dei genitori che strumentalizzano i figli, al tempo stesso ne incentiva la conflittualità.

È certo che, quando una coppia si separa, la tristezza, il dispiacere, il risentimento, il senso di solitudine e fallimento pervadono l’intera famiglia, compresi i figli. Per i bambini è tuttavia possibile intraprendere un percorso di accettazione della nuova situazione, a patto che gli adulti tengano a mente alcuni aspetti fondamentali:

  • è la coppia coniugale a separarsi, non quella genitoriale: la presenza (più che altro emotiva) e l’amore di entrambi i genitori per i figli devono essere sempre e comunque assicurati, dichiarati, esplicitati e dimostrati fattivamente. Se emergono complicanze che minacciano la possibilità di continuare a essere figure di riferimento affettivo sufficientemente buone, è importante chiedere tempestivamente aiuto;
  • prendere accordi genitoriali precisi e condivisi, mantenendo la giusta collaborazione con l’ex, facilita la vita di tutti;
  • proteggere e incoraggiare i rapporti dei figli con entrambi i genitori (e le rispettive famiglie di origine) è indispensabile per un loro sano ed equilibrato sviluppo psicofisico;
  • l’autenticità ha sempre effetti positivi sul piano relazionale, anche se ha a che fare con l’ammissione di una propria fragilità. I genitori sono esseri umani e mostrarsi vulnerabili ai figli, senza far ricadere su di loro il peso di preoccupazioni e fatiche, gli insegna che nella vita ci possono essere momenti difficili, ma possono essere affrontati e superati, e che condividerli aiuta a sentirsi meglio;
  • rispettare i tempi, le sensibilità e i confini di ciascuno è la condizione di base per fare un buon lavoro: proporre troppo precocemente la presenza di un nuovo partner o la nascita di un fratellino o di una sorellina all’interno del nucleo familiare ricostituito possono essere situazioni di difficile accettazione per un figlio, così come farlo sentire escluso può avere gravi ripercussioni sul suo equilibrio emotivo, già significativamente messo alla prova dall’evento separativo;
  • distribuire equamente presenza e attenzioni tra i figli di primo e secondo letto, condividere tempo e interessi ed evitare paragoni risultano accorgimenti necessari per preservarli da manifestazioni di forte disagio.

Attuare questi comportamenti non rende semplici le cose né cancella i sentimenti negativi derivanti dalla perdita dell’unità familiare, ma aiuta senza dubbio a proteggere i figli da dinamiche relazionali complesse, già complicate dalla fine del rapporto di coppia dei genitori.

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Informazioni su Irina Boscagli

Psicologa e psicoterapeuta a orientamento fenomenologico-esistenziale, perfezionata in neuropsicologia clinica. Mi sono formata professionalmente in diversi ambiti, sviluppando competenze poliedriche che spaziano dalla gestione delle risorse umane alla comunicazione interpersonale, dal trattamento dello stress alla psico-oncologia. Grazie alla collaborazione con il "Punto di ascolto per coppie in crisi", ho inoltre maturato particolari expertise in materia di separazione e divorzio. Svolgo attività di consulenza psicologica e psicoterapia (individuale e di coppia) a Firenze e Prato con il modello pluralistico integrato, sintesi tra elementi di Gestalt, psicodinamici, di analisi transazionale, cognitivo-comportamentali, di terapia centrata sul cliente, appartenenti all'approccio biofunzionale corporeo e a quello sistemico-relazionale.