I nonni, una risorsa preziosa nella separazione

I nonni, una risorsa preziosa nella separazione

La scelta di due individui di sposarsi, o comunque di avviare una convivenza, comporta che ciascuno di essi si assuma la giusta dose di responsabilità sia nei confronti dell’altro sia in quelli della comunità in cui vive, in quanto l’essere coppia dà origine a un nuovo status, quello di famiglia, che esiste ed è socialmente legittimato. Analogamente, la decisione di separarsi non potrà non avere una ricaduta su tutti i suoi componenti, non solo i protagonisti principali (coniugi o conviventi e rispettivi figli), ma anche coloro che vi sono legati da una relazione parentale o amicale o che più o meno abitualmente vi ruotano attorno.

Una scelta di vita così importante è sempre dolorosa e spesso la gestione della riorganizzazione delle relazioni familiari è faticosa proprio a causa della sofferenza per la crisi che è alla base della scelta stessa di separarsi. L’incapacità di comunicare e di confrontarsi in maniera costruttiva sulla possibilità di un futuro positivo per tutti, tipicamente ingenerata dal conflitto, scatena tensioni e incomprensioni che, se esasperate, inducono la coppia a compiere scelte non funzionali.

Durante la separazione i figli risentono di tutti gli aspetti contingenti della scelta dei genitori (senso d’insicurezza, destabilizzazione, disorientamento, ecc.), soprattutto quando il conflitto è più acceso. In questa fase la presenza dei nonni risulta essere un prezioso sostegno. Da alcuni dati Istat risulta infatti che questi ultimi, pur non coabitando con i propri figli, in risposta alle loro esigenze lavorative si prendono cura dei nipoti, diventando così un punto fermo per il sostegno degli uni e degli altri. In particolare per i più piccoli, per i quali i nonni rappresentano un appiglio certo in uno scenario caratterizzato da grande incertezza. La casa dei nonni è un luogo dove ritrovare sicurezza e stabilità, un vero e proprio rifugio in cui giocare, parlare e confidarsi. Tuttavia può capitare che, nel momento di maggior contrasto (specialmente quando la coppia è in disaccordo sulle modalità di esercizio della responsabilità genitoriale), i figli diventino “ostaggio” di uno dei genitori e i nonni vengano automaticamente allontanati. Un simile atteggiamento genera senz’altro un duplice dolore: da un lato quello dei nonni, acuito dalla doppia preoccupazione per figli e nipoti, e dall’altro quello dei bambini, che oltre alla “perdita” di mamma e papà si vedono “sottrarre” altre importanti figure di riferimento. Sarebbe quindi opportuno che i genitori comprendessero la necessità di comportarsi responsabilmente e di trovare il modo per gestire la situazione con serenità, risparmiando ai figli ulteriori sofferenze oltre a quelle che già devono affrontare per la loro separazione.

La mediazione familiare guida i genitori verso una nuova autonomia, fornendo loro gli strumenti utili per imparare a leggere il conflitto in modo creativo e costruttivo e per provare in prima persona a cercare vie alternative di risposta alle proprie esigenze. La sua focalizzazione sul futuro restituisce alla coppia la speranza e la volontà di decidere per sé, di autodeterminarsi, senza delegare le proprie scelte ad altri (avvocati, giudici, assistenti sociali, ecc.) per ciò che non è necessario. Il mediatore aiuta i genitori a fare chiarezza sui propri bisogni individuali e a sviluppare comprensione reciproca per poi essere propositivi nella ricerca di soluzioni condivise adatte al nucleo familiare. Durante il percorso i genitori sono sostenuti nella riorganizzazione della gestione dei compiti educativi e resi consapevoli che ogni loro decisione sarà fondamentale per uno sviluppo sereno dei figli. Nello specifico dell’argomento in esame, la mediazione familiare è quindi utile per far comprendere ai genitori l’importanza che, in base al principio dell’interesse prioritario del minore (che dovrebbe sempre corrispondere a quello degli adulti), i propri figli mantengano rapporti significativi con i nonni (materni e paterni) e che, più in generale, continuino a condurre una vita regolare, conservando le relazioni affettive con le figure di riferimento che hanno sempre fatto parte della loro quotidianità, nonostante la trasformazione che sta vivendo la famiglia.

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Informazioni su Alessandra Lallai

Mediatrice familiare e scolastica, conduttrice di gruppi di parola e counselor, esperta nella gestione dei conflitti. Da anni mi occupo di sviluppo e promozione in ambito pubblico e privato di progetti di sensibilizzazione alla comunicazione e all'ascolto efficace, come strumenti di gestione delle situazioni conflittuali, e di prevenzione alla dispersione scolastica e al bullismo. Conduco incontri di mediazione familiare per coppie in fase di separazione o divorzio, gruppi di parola per bambini, percorsi di crescita personale, interventi riabilitativi e di sostegno per minori inseriti in casa famiglia, colloqui individuali e laboratori di counseling espressivo, materia per la quale sono formatrice per master e corsi di aggiornamento professionale.