Quando la mediazione familiare può aiutare la coppia?

Quando la mediazione familiare può aiutare la coppia?

La separazione non è un evento, bensì un processo. Solitamente la crisi nasce e si sviluppa nella quotidianità, cioè in quel contesto naturale in cui i partner avvertono il disagio e riescono a esprimerlo. Ma come viene affrontata a livello emotivo? Alcune coppie vivono la crisi in parallelo, senza condividerla, in uno spazio dove il confronto è assente o negato. La negazione, però, non va sempre intesa come rifiuto “autoprotettivo” di accettare l’esistenza di un problema. Talvolta si evita il confronto per aver già fallito con le molteplici soluzioni tentate in precedenza o per un eccessivo investimento nella capacità dell’altro di tollerare il conflitto. Altre coppie esplicitano la crisi attraverso la lite o, nel peggiore dei casi, si avvicinano alla separazione in modo sordo, nell’apparente pacifico rispetto, nell’affettuosa sessualità, nella partecipazione attiva alla vita dei figli. Finché uno dei partner scoppia (magari all’improvviso) per una presunta banalità e l’altro non ha più alcuna possibilità. Un epilogo che non ha vie di uscita, perché chi scoppia ha già attraversato la fase della separazione emotiva, quella che conta.

La crisi può tendenzialmente svilupparsi in tre fasi:

  • quella della sofferenza, in cui uno o entrambi i partner stanno male e, pervasi da un tormentato e continuo senso di colpa, s’interrogano intimamente sugli errori commessi e su cosa possa aver ferito tanto l’altro. Questa è la fase in cui maggiormente si ricercano il dialogo e il confronto;
  • quella della rabbia, in cui – a fronte di colloqui estenuanti o negati, caratterizzati da posizioni rigide all’interno della coppia – il senso di colpa si trasforma in frustrazione prima verso se stessi, colpevoli di aver scelto un partner non rispondente ai propri bisogni, poi verso l’altro, all’apparenza indifferente a ciò che potrebbe accadere;
  • quella “terminale”, in cui l’indifferenza prende il posto della sofferenza e della rabbia. È il momento in cui paradossalmente si smette di litigare, cessano le accuse reciproche, svaniscono colpe e rimpianti. Non c’è più un “noi”, solo due persone.

Ma quando la mediazione familiare può aiutare la coppia?

Difficilmente un intervento di questo tipo può essere utile quando uno o entrambi i partner sono già indifferenti alla crisi. Il mediatore non trova ragione di essere in un contesto in cui manca la motivazione. La mediazione familiare è efficace quando i partner, consapevoli del momento, condividono la voglia di salvaguardare la loro relazione in un’ottica di continuità genitoriale. Il mediatore è colui che darà voce alle insoddisfazioni taciute e ai bisogni reciproci non espressi o inascoltati. Aiuterà la coppia a ripercorrere la storia emotiva che ha determinato la scelta della separazione e, soprattutto, a comprendere quando e come si è rotto il legame. Quel legame che il conflitto ha reso “disperato e disperante” e che spesso porta i partner a un esasperato ricorso alla giustizia che, attraverso battaglie legali senza esclusione di colpi, espone i figli al fuoco incrociato delle rivendicazioni personali.

La mediazione familiare, al contrario dell’iter giudiziario, non è connotata da una dinamica win-lose in cui una parte vince e l’altra perde, ma aiuta la coppia a lasciarsi senza “distruggere”, a portare in salvo quel che di buono c’è stato, permettendo ai partner di tornare a essere individui liberi e mantenere nel contempo il proprio ruolo genitoriale.

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Informazioni su Raffaella Guidi

Mediatrice familiare e counselor, perfezionata in consulenza tecnica e perizia psicologica. Il mio punto di partenza professionale è stato il tirocinio in ambito ospedaliero all'interno del reparto di psichiatria; poi, per naturale inclinazione, mi sono dedicata alla pratica delle relazioni di aiuto per la coppia e la famiglia (in particolare in situazioni di elevata conflittualità), attività in cui mi sono specificamente formata presso l'Istituto di Terapia Familiare di Firenze e che, dal 2011, mi vede impegnata come CTU del Tribunale di Lucca. Propongo incontri di mediazione familiare, percorsi di sostegno individuale e di gruppo sui temi della separazione e del divorzio e interventi di counseling sanitario per le coppie che affrontano l'iter della procreazione medicalmente assistita, oltre a numerose iniziative formative e informative su tutto il territorio lucchese.