Il fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno

Il fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno

È contenuta nella legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (cd. legge di stabilità 2016) e si chiama “fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”. Se n’era fatto un gran parlare già lo scorso anno; poi, mancando il decreto attuativo, la notizia era finita sottotraccia. Ecco invece che da qualche settimana, grazie al decreto del 15 dicembre 2016, la misura è finalmente operativa (seppure solo in via sperimentale).

Cerchiamo quindi d’inquadrarne sinteticamente le caratteristiche.

COS’È IL FONDO DI SOLIDARIETÀ A TUTELA DEL CONIUGE IN STATO DI BISOGNO

Il fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno è una misura assistenziale a favore del coniuge che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e/o dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave per effetto della mancata percezione dell’assegno periodico disposto dal giudice a carico dell’altro in fase di separazione.

ENTI COINVOLTI

Gli enti coinvolti nella sperimentazione sono i tribunali aventi sede nei capoluoghi dei distretti di Corte di Appello: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Sassari, Taranto, Torino, Trento, Trieste e Venezia.

CHI PUÒ FARNE RICHIESTA

Può farne richiesta il coniuge separato che alla data di presentazione della domanda risulti:

  • essere convivente con figli minori e/o figli maggiorenni portatori di handicap grave;
  • non aver percepito l’assegno di mantenimento o parte di esso, maturato successivamente all’1 gennaio 2016, per inadempienza del coniuge obbligato;
  • avere un valore dell’indicatore ISEE o dell’ISEE corrente in corso di validità inferiore o uguale a 3.000 euro;
  • aver infruttuosamente esperito le procedure di recupero del credito nei confronti del coniuge obbligato inadempiente.

CONTRIBUTO ECONOMICO

Il contributo economico è erogato trimestralmente secondo criteri di proporzionalità nei limiti delle risorse finanziarie in dotazione al fondo (250.000 euro per il 2016 e 500.000 per il 2017) e, in ogni caso, per una somma mensile non eccedente l’importo massimo dell’assegno sociale.

DIRITTO DI RIVALSA DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

A seguito dell’erogazione del contributo economico, il credito del coniuge beneficiario è trasferito di diritto al Ministero della Giustizia che, in tempi relativamente rapidi (rispettivamente trenta e dieci giorni), prima intima al coniuge inadempiente di provvedere al versamento della somma erogata e poi, in caso d’inadempienza e in presenza di fondati indici di solvibilità patrimoniale del debitore, promuove azione esecutiva per il recupero delle somme erogate.

DOVE E QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA


La domanda può essere presentata presso la cancelleria del tribunale territorialmente competente entro il 31 dicembre 2017. La modulistica è reperibile nella sezione Moduli del sito www.giustizia.it.