Spazi liberi disciplinati, un nuovo strumento per il mediatore familiare

Spazi liberi disciplinati, un nuovo strumento per il mediatore familiare

Nelle separazioni altamente conflittuali non è infrequente assistere all’acuirsi del conflitto e al conseguente insorgere, in capo al genitore non collocatario, di complicazioni e/o impedimenti nell’esercizio del diritto di visita ai figli. Per la tutela di tale diritto è nato e si è sviluppato nel tempo lo spazio neutro, a cui si aggiungono ora i cosiddetti “spazi liberi disciplinati”, un nuovo strumento che conferisce al mediatore familiare un ulteriore ruolo mediativo nelle dinamiche relazionali afferenti al ruolo genitoriale.

Ma di cosa si tratta esattamente? Tracciamone una breve descrizione.

COSA SONO GLI SPAZI LIBERI DISCIPLINATI

Gli spazi liberi disciplinati sono una modalità di visita che permette al genitore non collocatario d’incontrare i figli in spazi liberi (casa, parco, McDonald’s, ecc.), ma – appunto – disciplinati, cioè caratterizzati da prescrizioni condivise tra le parti direttamente interessate circa il luogo, la durata e le attività da svolgere, e dalla supervisione (pre e post incontri) del mediatore familiare.

A COSA SERVONO E IN QUALI CASI

Ove si riscontri una situazione di stallo che alimenta latentemente il conflitto genitoriale, gli spazi liberi disciplinati costituiscono una doppia opportunità: da un lato, quella di mediare il rapporto tra genitore non collocatario e figli e, dall’altro, quella di permettere l’assunzione di un approccio mediativo ai contrasti in essere tra gli adulti. In altre parole, tale modalità di visita consente alle figure genitoriali di distinguere il proprio ruolo nei confronti della prole da quello nei confronti dell’ex partner, giungendo a un’acquisizione di responsabilità personali verso i figli epurate da dinamiche interazionali appartenenti ad altri tipi di relazione. L’utilizzo di tale strumento è particolarmente indicato nei casi in cui il minore rifiuti d’incontrare il genitore non collocatario in spazi liberi e, nel contempo, gli incontri in spazio neutro non sortiscano alcun tipo di effetto evolutivo nella relazione.

COME FUNZIONANO

Con la premessa che gli spazi liberi disciplinati sono utilizzabili nei soli casi in cui il minore abbia un’età minima non inferiore agli otto anni e non sia esposto al rischio di maltrattamenti fisici o affettivi, è possibile delineare la seguente prassi metodologica:

  • colloquio congiunto con i genitori per proporre l’adozione degli spazi liberi disciplinati per gli incontri tra genitore non collocatario e figli;
  • colloquio con il minore durante il quale il mediatore familiare propone e illustra le caratteristiche dell’incontro in spazio libero disciplinato;
  • colloquio disgiunto con i genitori per comunicare la disponibilità del minore a partecipare agli incontri e ribadire che, ai fini della sua tutela, gli stessi saranno soggetti a un monitoraggio sistematico (prima e dopo) da parte del mediatore familiare e di volta in volta subordinati alla sua volontà di parteciparvi;
  • incontro tra genitore non collocatario e figli;
  • monitoraggio settimanale con il minore durante il quale il mediatore familiare verifica la disponibilità a partecipare al successivo incontro;
  • monitoraggio periodico attraverso colloqui disgiunti con i genitori per verificare l’andamento degli incontri e gli effetti relazionali dell’approccio mediativo;
  • termine degli incontri in spazio libero disciplinato a seguito del graduale consolidamento di un equilibrio nelle neorelazioni familiari o per interruzione volontaria.
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Informazioni su Rita Calia

Mediatrice familiare e pedagogista clinica, perfezionata in processi formativi e progettazione sociale per la prevenzione e il recupero del disagio. La costante attenzione alle problematiche dell'infanzia mi ha portato negli anni a confrontarmi con gli adulti e con il loro bisogno di supporto nella gestione della genitorialità e della relazione intergenerazionale, attività che mi ha gradualmente avvicinato alle separazioni e ai divorzi, situazioni in cui tale richiesta è generalmente più pressante. Attraverso il giusto mix di competenze di mediazione familiare e pedagogico-educative aiuto i genitori a trovare autonomamente soluzioni concordate alla crisi di coppia, facilitando nel contempo l'acquisizione di strumenti che permettano loro interventi efficaci nei casi in cui il conflitto è causa di difficoltà formative e cognitive nei figli.