Uno sguardo al futuro, le nuove relazioni sentimentali dei separati con figli

Uno sguardo al futuro, le nuove relazioni sentimentali dei separati con figli

L’adulto che dopo la separazione sceglie di vivere una relazione con un nuovo partner si trova a dover conciliare l’organizzazione di propri spazi personali, in cui coltivare una rinnovata dimensione sentimentale, con l’esercizio della genitorialità. Bisogni diversi (ma ugualmente legittimi) della persona-genitore, la cui integrazione non è sempre facile.

Gli scenari possono essere diversi:

  • chi, più centrato su se stesso, ricerca primariamente un proprio soddisfacimento, rischiando di perdere di vista i figli, di lasciarli soli, disinvestendo nel proprio ruolo genitoriale;
  • chi, nel tentativo d’integrare questi aspetti, pur in assenza di una conoscenza approfondita del nuovo partner o di una progettualità stabile, li rende precocemente partecipi, proponendogli diverse figure che si succedono nel tempo;
  • chi, al contrario, appare titubante all’idea di sottoporgli una nuova relazione.

La complessità, oltre agli aspetti concreti legati alla gestione dei figli (tipo di affidamento, collocazione, frequentazione, ecc.), coinvolge quelli emotivi. La possibilità di aprirsi a nuove esperienze affettive è legata all’elaborazione dei vissuti di delusione, rabbia e colpa per la rottura del patto coniugale o all’individuazione di bisogni profondi insoddisfatti che autorizzano a nutrire fiducia e speranza nella creazione di altri legami più sani e funzionali. Il buon esito di tale operazione dipende dai tratti di personalità e dalle modalità di costruzione e mantenimento delle relazioni affettive di ciascun individuo.

Le caratteristiche del nuovo legame e la collocazione del suo inizio rispetto alla separazione sono fattori rilevanti da considerare, così come il momento in cui coinvolgere i figli nella relazione. È importante tenere presente che per questi ultimi l’accettazione del nuovo partner del genitore dipende in generale dall’età, dal grado di comprensione e metabolizzazione della separazione tra i genitori, dalle caratteristiche della persona scelta e dal suo modo di entrare in relazione con loro. Altrettanto importante è il ruolo svolto dall’altro genitore (ex coniuge) che, se capace di una propria elaborazione del processo separativo, potrà contribuire a legittimare nei figli la costruzione di nuovi legami, trasmettendogli la sicurezza di non perdere l’appoggio delle figure di riferimento. È fondamentale mantenere attivo il dialogo con l’ex coniuge, comunicando gli eventi significativi della propria vita che comportano ricadute sui figli, e impegnarsi nella costruzione di uno scambio emotivo con l’altro, sintonizzandosi sui suoi vissuti e accogliendo eventuali fatiche e resistenze.

Uno sguardo al futuro è pensabile unicamente all’interno di un percorso di riflessione, assunzione di responsabilità e condivisione in cui il cambiamento possa rappresentare non solo una sfida costruttiva, ma anche un’opportunità di crescita personale e relazionale.

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Informazioni su Elena Marino

Psicologa psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale, esperta in relazioni familiari e sostegno alla genitorialità. Ho maturato una significativa esperienza clinica in consultorio nell'area dell'adozione e della diversabilità, nella conduzione di gruppi di genitori, nella formazione e supervisione degli educatori. Lavoro da oltre un decennio nell'ambito della psicologia giuridica, in particolare presso la tutela minori, servizio per cui effettuo indagini psicosociali, approfondimenti psicodiagnostici e valutazione delle competenze genitoriali nei casi di separazione giudiziale, maltrattamento e abuso all'infanzia sia su richiesta spontanea che su mandato dell'autorità giudiziaria. Ricevo a Monza, dove propongo colloqui e percorsi individuali, di coppia e familiari.