Quando la separazione è un fulmine a ciel sereno…

Quando la separazione è un fulmine a ciel sereno…

La schiera sempre più folta di coniugi che decidono di separarsi c’induce a immaginare il percorso che porta a tale decisione quasi “normalizzandolo”, forse nel disperato tentativo di tenere sotto controllo la paura dell’abbandono e della solitudine generata dall’evento separativo. Così tendiamo a proiettare dentro di noi il film di una coppia che da tempo viveva una crisi, caratterizzata da insoddisfazione, sofferenza, difficoltà e incomprensioni, spesso causa di discussioni, litigi, finanche tradimenti… La separazione diventa quindi il punto di arrivo di una fase negativa di vita di cui entrambi i membri della coppia hanno gradualmente preso coscienza. Insomma nessuna brutta sorpresa!

In realtà la trama di una vita di coppia è tutt’altro che “allineata” per i suoi componenti. Anzi il più delle volte conduce ad asincronie temporali che nella separazione sono accompagnate da un’inevitabile dose aggiuntiva di emozioni negative quali rabbia, confusione e disperazione. Il riferimento è ai tanti casi in cui l’idea di separarsi matura in uno solo dei coniugi, che progressivamente la consolida e la rafforzi, fino al momento di comunicarla all’altro. Chi legge, penserà: “Caspita, ma l’altro non può non essersi accorto che qualcosa non andava. Bisogna proprio essere ciechi o sciocchi!”. Eppure nella pratica professionale sono molto più frequenti le richieste di aiuto da parte di persone che riferiscono di un vero e proprio “fulmine a ciel sereno” e di essere rimasti senza parole, spiazzati, unicamente dominate da un grumo di dolore.

Spesso si tratta di persone quasi esclusivamente centrate sui propri bisogni, sui propri progetti, sull’organizzazione della propria vita, oppure di soggetti poco abituati a porsi domande e decodificare i segnali che gli altri inviano loro, poco abili a parlare e confrontarsi con il mondo emotivo, più attrezzate a fare che a osservare o ad ascoltare. A volte sono persone così disarmate di fronte alla critica e al conflitto, così spaventate dall’eventualità di ammettere l’esistenza di un problema e cercare insieme una soluzione che automaticamente impiegano tutte le risorse possibili pur di evitare, rimandare e/o non prendere atto delle difficoltà, magari in nome di ciò che un tempo era un ideale condiviso e che ora non lo è più.

Troppe volte si assiste alla profonda destrutturazione che l’inatteso annuncio di propositi di separazione porta con sé. Il punto non è tuttavia stabilire se questa tipologia reattiva sia giusta o sbagliata, ragionevole o assurda, ma essere consapevoli della sua esistenza e ricordarsi che occorre tenerne debitamente conto sia nel ruolo di partner sia in quello di esperti in relazioni di aiuto. In vista di una “buona separazione” è infatti prioritario riuscire a far luce sulla situazione di stallo o paralisi del partner per trovare gli strumenti utili a consentirgli di compiere quel passo di consapevolezza finora lontano. Anche laddove ciò richieda comprensibilmente sforzi aggiuntivi, è opportuno ricordare quanto sia positiva la ricaduta sui successivi sviluppi della separazione. Se non si ha voglia di considerarlo l’ultimo doveroso atto di rispetto nei confronti di una persona con cui si è condiviso un tratto della propria vita, è perlomeno consigliabile tenere presente quanto questo ennesimo “andare incontro”, concedendo tempo e possibilità di comprensione, abbia un forte impatto preventivo sulle comuni asperità della separazione.

Abbassare i livelli di emozioni negative (confusione, disperazione, panico, ecc.) non può che spianare la strada a maggiori possibilità di accordo.

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Informazioni su Stefania Dalla Rosa

Psicologa psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale, perfezionata in psicologia perinatale e genitorialità, consulente in sessuologia e psicomotricista. Mi sono formata professionalmente in contesti diversi (cliniche, poliambulatori e consultori), seguendo un percorso che mi consentisse il più ampio sguardo possibile sul divenire della coppia nelle varie fasi del suo ciclo di vita: dall'incontro al consolidamento, dalla procreazione alla conduzione familiare con figli di tutte le età, dalla gestione del conflitto alla separazione. Nel mio studio ricevo chi vive difficoltà personali e familiari, quali stati d'ansia e condizioni depressive, chi è alle prese con problemi relazionali, coppie in crisi o in trasformazione e/o chi attraversa un momento d'impasse genitoriale.