Lo spazio neutro

Lo spazio neutro

Può capitare che, in caso di separazione o divorzio conflittuale tra coppie con minori, il tribunale affidi ai servizi sociali la gestione delle dinamiche familiari difficili. Il problema sorge quando, in un momento di particolare criticità del loro percorso esistenziale, gli adulti si concentrano unicamente sulle proprie fatiche, perdendo di vista quelle dei bambini. In situazioni del genere possono risultare necessari interventi specifici per aiutare i genitori a recuperare le proprie competenze e a risintonizzarsi con i bisogni dei loro figli. A renderli sono generalmente le autorità preposte alla tutela dei minori che a tal fine possono prevedere che gli incontri tra genitori e figli avvengano in un luogo protetto (cd. spazio neutro). Opportunità che, proprio per l’idea del “controllo” di un operatore, rischia di aggiungere alla sofferenza un senso di frustrazione e di profonda ingiustizia.

Per riuscire a governare questi vissuti può essere utile spiegare in sintesi cos’è lo spazio neutro, a cosa serve e come funziona.

COS’È LO SPAZIO NEUTRO

Lo spazio neutro è un luogo predisposto per l’incontro tra figli e genitori che prevede la presenza di un operatore qualificato (psicologo, assistente sociale e/o educatore professionale). È generalmente composto da tre vani: uno dotato di sistema di videoregistrazione, arredato in stile familiare con divano, televisione e giocattoli, uno adibito a sala-osservatorio e uno destinato alla segreteria per eventuali comunicazioni riservate ai genitori.

A COSA SERVE

Lo spazio neutro ha la funzione di rendere possibile il mantenimento e il recupero del rapporto tra genitori (in particolare quelli non collocatari) e figli, quando il conflitto mette a rischio lo sviluppo evolutivo di questi ultimi. Gli incontri protetti all’interno dello spazio neutro rappresentano inoltre un’occasione di grande importanza per inquadrare alcuni aspetti riguardanti le modalità della relazione tra genitori e figli. L’analisi dei comportamenti, degli atteggiamenti e della comunicazione interpersonale contribuisce in maniera significativa alla costruzione di un quadro conoscitivo della relazione genitore-figlio. Le osservazioni realizzate dall’operatore che supervisiona gli incontri di spazio neutro vengono organizzate sistematicamente in una relazione scritta, che può diventare parte integrante della valutazione e delle decisioni che verranno prese dagli organi di giustizia.

Più specificamente lo spazio neutro si pone i seguenti obiettivi:

  • creare uno spazio accogliente e sicuro che, in una cornice neutrale ed esterna al conflitto familiare, dia ai minori la possibilità di vivere serenamente la relazione con il genitore;
  • accompagnare il genitore nella ridefinizione del proprio ruolo, sollecitando il recupero della sua capacità di accogliere i figli e le loro emozioni;
  • sostenere l’organizzazione e la gestione autonoma degli incontri, favorendo la ricostruzione del senso di responsabilità genitoriale.

COME FUNZIONA

Lo spazio neutro si articola generalmente in una serie d’incontri a cadenza settimanale di circa un’ora (definita in base alle disponibilità affettive di genitori e figli e/o alle effettive possibilità della struttura) per un tempo massimo di sei mesi/un anno.

Nello specifico l’iter prevede i seguenti passaggi:

  • colloqui individuali con i genitori per la definizione del programma degli incontri;
  • incontro preliminare con i figli (generalmente accompagnati dal genitore collocatario) per l’esplorazione dello spazio neutro, la presentazione dell’operatore e la familiarizzazione con il luogo in cui avverranno gli incontri;
  • incontri tra il genitore non collocatario e i figli alla presenza di un operatore;
  • eventuali colloqui in itinere con i genitori sull’andamento degli incontri;
  • eventuali verifiche in itinere tra operatore e strutture invianti con possibile variazione dei tempi e adeguamento delle strategie d’intervento in funzione dello sviluppo del percorso.
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Informazioni su Camilla Nocerino

Psicologa psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale in formazione, esperta in sviluppo, tutela del minore e dinamiche familiari, oltreché in EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), approccio terapeutico per il trattamento del trauma e dei sintomi correlati. Ricevo a Varese, dove offro sostegno psicologico ad adulti e bambini in caso di difficoltà relazionali, conflitti familiari, separazioni, lutti e malattie, assumendo incarichi di consulenza tecnica di parte ogniqualvolta sia richiesta e/o consigliabile una valutazione psicologica o psicopatologica. Tra le collaborazioni più significative della mia carriera professionale annovero quelle con la Questura e la Procura di Varese e Busto Arsizio in qualità di ausiliaria di polizia giudiziaria e CTU del PM.