Genitorialità in crisi, quali aiuti?

Genitorialità in crisi, quali aiuti?

La genitorialità è una competenza complessa, dinamica, che si costruisce, si rinnova, si aggiorna continuamente nel rapporto con i figli: il percorso di vita dell’individuo influenza il suo sviluppo, così come l’essere genitore si riflette sull’identità personale. Nell’esercizio del ruolo il genitore, ancor più se separato o divorziato, incontra momenti di fatica in cui può sentirsi inadeguato. Si tratta di difficoltà fisiologiche, circoscritte a livello temporale, generalmente legate a una condizione personale fisica e psicologica e/o alla fase evolutiva attraversata dai figli (per esempio l’adolescenza). Non è l’assenza di fallimenti a caratterizzare il buon genitore e a determinare una relazione di attaccamento sicura con questi ultimi, bensì il modo e le risorse con cui il disagio viene affrontato.

I momenti critici, pur essendo elementi perturbativi, possono infatti costituire un’opportunità di riflessione e cambiamento in grado di consentire il raggiungimento di equilibri maggiormente adattativi. La consapevolezza del disagio esistente e la disponibilità ad attivarsi per riparare sono indicatori positivi rispetto all’esercizio di una buona genitorialità. Il sostegno non richiede necessariamente il ricorso in prima battuta all’esperto, ma può arrivare dall’ausilio e dal confronto all’interno della rete familiare, amicale e/o territoriale. In ogni caso è fondamentale per il genitore non vivere in condizione di solitudine e isolamento.

Le difficoltà o le carenze del genitore possono generare diversi livelli di sofferenza nei figli. È importante distinguere le crisi legate allo svolgimento del compito genitoriale da disagi più profondi dell’adulto che espongono i figli a situazioni pregiudizievoli per il loro benessere e sviluppo (stati di abbandono, maltrattamenti, abusi psicologici e/o fisici, ecc.). Si pensi alla separazione caratterizzata da elevata conflittualità, dall’incapacità dei genitori di trovare accordi nell’interesse dei figli e/o da una loro strumentalizzazione nel conflitto. È frequente in questi casi il coinvolgimento dei servizi territoriali e di tutela minori, incaricati dal tribunale ordinario e dal tribunale per i minorenni di approfondire la situazione familiare e, talvolta, di assumersi direttamente la responsabilità e la protezione dei soggetti deboli, i figli appunto. In tale eventualità la valutazione della genitorialità non può prescindere dall’accertamento del danno sui minori e da un’attenta analisi dei fattori di rischio e di protezione presenti sia nell’individuo sia nel sistema familiare.

Gli interventi psicologici a sostegno della funzione genitoriale favoriscono il riconoscimento e l’elaborazione delle criticità della propria storia individuale, di coppia e familiare e forniscono gli strumenti utili a sperimentare modalità relazionali ed educative più funzionali, permettendo al genitore di reinterpretare il proprio ruolo all’interno della “nuova relazione” con i figli, scaturita dalla separazione. Il sostegno si snoda attraverso percorsi psicoterapeutici rivolti all’individuo o alla coppia genitoriale che possono prevedere la partecipazione dei figli ai fini dell’osservazione della loro relazione con gli adulti significativi. I tempi di lavoro sulla genitorialità devono essere compatibili con i bisogni e con la fase evolutiva attraversata dai minori. La richiesta di aiuto da parte dei genitori rassicura i figli sul fatto che non debbano essere loro a farsi carico della situazione, spianando la strada a modalità costruttive di risoluzione delle difficoltà in grado d’infondere una rinnovata fiducia.

Il lavoro sulla genitorialità nella separazione e nel divorzio può rappresentare un’opportunità di crescita per il genitore e un’occasione per tutelare il frutto amato di quella relazione coniugale che si è conclusa.

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Informazioni su Elena Marino

Psicologa psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale, esperta in relazioni familiari e sostegno alla genitorialità. Ho maturato una significativa esperienza clinica in consultorio nell'area dell'adozione e della diversabilità, nella conduzione di gruppi di genitori, nella formazione e supervisione degli educatori. Lavoro da oltre un decennio nell'ambito della psicologia giuridica, in particolare presso la tutela minori, servizio per cui effettuo indagini psicosociali, approfondimenti psicodiagnostici e valutazione delle competenze genitoriali nei casi di separazione giudiziale, maltrattamento e abuso all'infanzia sia su richiesta spontanea che su mandato dell'autorità giudiziaria. Ricevo a Monza, dove propongo colloqui e percorsi individuali, di coppia e familiari.