Deflazione e assegno di mantenimento

Deflazione e assegno di mantenimento

Non accadeva dal 1959 che l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) registrasse un segno negativo. Ma nel 2014, complice la crisi economica, sotto lo zero ci è andato per ben tre volte: -0,1% ad agosto, a settembre e a dicembre. Tant’è che da un po’ di tempo a questa parte si fa un gran parlare di deflazione, cioè della tendenza del costo della vita a ristagnare o diminuire, anziché aumentare come succede quando c’è inflazione. Ma se cinquantacinque anni di Istat ci hanno insegnato a fare bene i conti con quest’ultima, quando si parla di deflazione non siamo altrettanto ferrati.

Ecco perché conviene approfondire l’argomento.

Chiariamo innanzitutto che la teoria secondo cui se il costo della vita diminuisce anche l’assegno di mantenimento si riduce, nella pratica non è così automatica. La riduzione, infatti, può essere operata solo se non incide sull’importo base stabilito a favore dei figli e/o del coniuge in sede di separazione, divorzio o modifica delle condizioni. In caso contrario l’assegno di mantenimento rimane inalterato.

Vediamo quindi in dettaglio cosa accade nei due casi possibili.

QUANDO PUÒ ESSERE RIDOTTO…

Facciamo l’esempio pratico di un coniuge obbligato a corrispondere al figlio e/o all’ex coniuge un assegno di mantenimento di 500 euro a partire dal mese di dicembre 2011:

  • calcolo dell’adeguamento per il 2012: 500 euro (importo base) x 2,4% (FOI di dicembre 2012) = 512 euro (importo rivalutato);
  • calcolo dell’adeguamento per il 2013: 512 euro x 0,6% (FOI di dicembre 2013) = 515,07 euro (importo rivalutato);
  • calcolo dell’adeguamento per il 2014: 517,07 euro x -0,1% (FOI di dicembre 2014) = 514,55 euro (importo rivalutato).

In questo caso l’assegno può essere ridotto, poiché la riduzione risultante dal calcolo, ossia 517,07 euro x -0,1% (FOI di dicembre 2014) = 514,55 euro, incide sull’importo rivalutato.

E QUANDO NO…

Facciamo l’esempio pratico di un coniuge obbligato a corrispondere al figlio e/o all’ex coniuge un assegno di mantenimento di 500 euro a partire dal mese di dicembre 2013.

In questo caso l’assegno non può essere ridotto, poiché la riduzione risultante dal calcolo, ossia 500 euro x -0,1% (FOI di dicembre 2014) = 499,50 euro, incide sull’importo base.

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