Separazione, come dirlo ai figli

Separazione, come dirlo ai figli

Come dire ai figli che mamma e papà si separano? È senza dubbio questa una delle domande che i genitori più frequentemente rivolgono a psicologi e mediatori familiari. Se infatti è già complicato comunicare al coniuge la propria decisione di porre fine al rapporto matrimoniale, ancor più difficile e doloroso lo è con i figli, spesso totalmente all’oscuro degli insanabili dissapori tra i genitori.

Può quindi essere utile fornire alcune indicazioni di massima che, al di là delle varianti (età dei figli, qualità della relazione genitore-figlio, accordi tra i coniugi, livello di conflittualità della coppia e così via), possono essere applicate a quadri familiari anche molto diversi.

Primo: è auspicabile che i genitori si siano chiariti sui motivi che li hanno spinti a interrompere la loro relazione, dandone notizia ai figli solo nel momento in cui tale decisione risulti definitiva.

Secondo: l’approccio ideale è quello di una comunicazione condivisa, ovvero della possibilità da parte dei genitori d’informare congiuntamente i figli della decisione presa. Parlare di questo argomento emotivamente così delicato e difficile da accettare, senza segreti o tabù, è il modo migliore per aiutarli a metabolizzare il problema e ad affrontarlo nell’unico modo possibile, cioè “tutti insieme”.

Un’ulteriore raccomandazione, spesso trascurata dai genitori, è quella di prestare attenzione al “momento giusto”. Affrontare l’argomento di fretta (a fine serata, per esempio poco prima di andare a letto, oppure quando sono presenti persone esterne al nucleo familiare) è vettore di trascuratezza e scarsa empatia. I figli potrebbero sentirsi da un lato proiettati troppo bruscamente in una realtà che non riescono a codificare, dall’altro non dare il giusto peso a ciò che i genitori gli stanno raccontando. Trovare uno spazio di comunicazione adeguato, sia a livello ambientale che temporale, rappresenta un buon punto di partenza per stabilire con loro un dialogo bidirezionale.

In base all’età dei figli si apre infine una forbice che dà un taglio più o meno ampio alle spiegazioni che mamma e papà possono dare. Generalmente i genitori si preoccupano di cosa chiederanno i figli per poi trovarsi spesso nella situazione opposta: prolungati silenzi, assenza di domande e reazioni emotive poco chiare e leggibili. Quando accade ciò, è bene lasciare ai figli qualche giorno di tempo per metabolizzare quanto gli è stato comunicato, prevedendo un secondo momento d’incontro in cui poter sollecitare le loro domande o perplessità.

Nell’affrontare il tema della separazione e delle sue conseguenze sul ménage familiare è consigliabile che i genitori stabiliscano un ritmo funzionale ai tempi emotivi e ai bisogni personali dei figli, (quasi) sempre oscillanti tra polarità difficili da gestire: da un lato il “sapere quanto più possibile”, dall’altro il “non sapere troppo”. Quello della separazione è un cammino che si fa insieme durante il quale è importante che nessuno rimanga indietro o imbocchi sentieri diversi.

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Informazioni su Chiara Cimbro

Psicologa psicoterapeuta a orientamento cognitivo-comportamentale, esperta in EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), approccio terapeutico per il trattamento del trauma e dei sintomi correlati. Mi occupo delle problematiche connesse alla separazione e al divorzio, svolgendo attività di sostegno psicologico a favore di tutte le figure di riferimento del minore (genitori, nonni, nuovi partner, ecc.), sostegno alla genitorialità e psicoterapia individuale e di coppia. Sono autrice di numerose pubblicazioni sul tema.