Divorzio e TFR

Divorzio e TFR

Nel quadro degli strumenti di tutela garantiti dal nostro ordinamento, oltre all’assegno divorzile, l’assegno successorio e la pensione di reversibilità, rientra anche il diritto alla percezione di una quota del trattamento di fine rapporto (TFR) dell’ex coniuge.

Analizziamo sinteticamente la questione in base alla normativa di riferimento.

COS’È IL TFR

Il TFR, meglio conosciuto come “liquidazione”, è un elemento della retribuzione, la cui erogazione è differita al momento della cessazione del rapporto di lavoro subordinato.

CHI PUÒ RICHIEDERNE UNA QUOTA

Secondo quanto disposto dall’art. 12-bis della legge n. 898 del 1 dicembre 1970 (cd. legge sul divorzio), può richiedere una quota del TFR “il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio” a condizione che sia titolare di un assegno periodico e non abbia contratto seconde nozze.

A QUANTO AMMONTA

La quota spettante ammonta al 40% del TFR maturato nel periodo in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il rapporto matrimoniale.

COME SI CALCOLA

Il punto di partenza è il TFR al netto degli acconti percepiti prima dell’instaurazione del giudizio divorzile e delle tasse (Cassazione civile, sezione VI, ordinanza n. 24421 del 29 ottobre 2013). L’importo dev’essere diviso per gli anni di servizio e moltiplicato per quelli di coincidenza lavoro-matrimonio. La quota spettante al coniuge divorziato è pari al 40% del risultato ottenuto.

Facciamo un esempio pratico per un lavoratore subordinato con 25 anni di servizio, 10 di coincidenza lavoro-matrimonio e un TFR netto di 50.000 euro:

  • calcolo della quota di accantonamento annuale del TFR: 50.000 euro (TFR netto) ÷ 25 anni (periodo di servizio) = 2.000 euro;
  • calcolo del TFR maturato nel periodo di coincidenza lavoro-matrimonio: 2.000 euro (quota di accantonamento annuale del TFR) x 10 anni (periodo di coincidenza lavoro-matrimonio) = 20.000 euro;
  • calcolo della quota del TFR effettivamente dovuta: 20.000 euro (TFR maturato nel periodo di coincidenza lavoro-matrimonio) x 40% (percentuale ex lege) = 8.000 euro.

QUALI SONO LE MODALITÀ DI RICHIESTA

Le modalità di richiesta sono due e dipendono dal momento in cui matura il TFR: se la maturazione avviene nel corso del procedimento di divorzio, la domanda può essere proposta nell’ambito dello stesso, così da ottenere la liquidazione della quota contestualmente alla sentenza. Se invece la maturazione avviene a sentenza già emessa, il relativo diritto potrà essere fatto valere con giudizio separato.

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