Ex coniugi: IMU abolita, ma non per tutti

Ex coniugi: IMU abolita, ma non per tutti

Chi era già pronto a festeggiare l’abolizione dell’IMU sulla prima casa dovrà rivedere i suoi piani o quantomeno prima accertarsi di essere tra i fortunati che non la pagheranno più. Sì, perché, sebbene a circolare in questi giorni sia proprio il termine “abolizione”, il decreto-legge n. 133 del 30 novembre 2013, recentemente approvato dal governo, obbliga di fatto molti contribuenti a farsene ancora parzialmente carico.

Cerchiamo allora di capire quali sono gli effetti concreti del provvedimento.

COS’È CAMBIATO

Diciamo innanzitutto che l’IMU sulla prima casa ha un’aliquota ordinaria, pari al 4‰, che i Comuni avevano la possibilità di modificare, in aumento o in diminuzione, fino al 2‰. Ça va sans dire che buona parte delle amministrazioni, 2.375 secondo Il Sole 24 ORE, l’ha aumentata (es. a Milano l’aliquota è stata rideterminata al 6‰) con la conseguenza che i contribuenti saranno chiamati a versare il 40% della quota eccedente l’aliquota ordinaria, non rimborsata dallo Stato. L’elenco completo e aggiornato dei Comuni che hanno deliberato l’aumento è disponibile qui.

COME SI CALCOLA

Il punto di partenza è la rendita catastale dell’immobile, che può essere rilevata dall’atto di acquisto o da una semplice visura catastale online. La rendita deve essere rivalutata del 5% e moltiplicata per 160. Il risultato costituisce la base imponibile su cui va applicata l’aliquota. Occorre quindi calcolare l’imposta secondo le due aliquote, moltiplicando la base imponibile prima per quella deliberata dal proprio Comune, poi per quella ordinaria, e sottraendo ai rispettivi risultati la detrazione di 200 euro per la prima casa, eventualmente maggiorata di 50 euro (fino a un massimo di 400 euro) per ciascun figlio a carico di età non superiore ai 26 anni residente anagraficamente e dimorante abitualmente nella stessa. L’imposta effettivamente dovuta è pari al 40% della differenza tra le due imposte ottenute.

Facciamo un esempio pratico per un immobile con rendita catastale di 500 euro, ubicato a Milano, adibito a prima casa, di proprietà di un contribuente con un figlio a carico:

  • calcolo della base imponibile: 500 euro (rendita catastale) x 1,05 (rivalutazione) x 160 (coefficiente) = 84.000 euro;
  • calcolo dell’imposta netta secondo l’aliquota deliberata dal Comune di Milano: 84.000 euro x 6‰ (aliquota) = 504 euro (imposta lorda) – 200 euro (detrazione sulla prima casa) – 50 euro (detrazione per il figlio a carico) = 254 euro;
  • calcolo dell’imposta netta secondo l’aliquota ordinaria: 84.000 euro x 4‰ (aliquota) = 336 euro (imposta lorda) – 200 euro (detrazione sulla prima casa) – 50 euro (detrazione per il figlio a carico) = 86 euro;
  • calcolo della differenza: 254 euro – 86 euro = 168 euro;
  • calcolo dell’imposta effettivamente dovuta: 168 euro x 40% = 67,20 euro.

COSA SUCCEDE IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO

In caso di separazione o divorzio il coniuge assegnatario dell’immobile è considerato il titolare del diritto di abitazione, quindi è l’unico soggetto passivo ai fini dell’applicazione dell’imposta, al di là delle quote di proprietà o dell’eventuale proprietà di terzi (es. dei suoceri).

DOVE SI PAGA…

Il pagamento può essere effettuato esclusivamente mediante modello F24:

  • presso qualsiasi ufficio postale;
  • presso qualsiasi sportello bancario;
  • tramite il servizio di home banking fornito dalla propria banca;
  • tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite un intermediario abilitato.

…E QUANDO

L’IMU sulla prima casa si paga entro il 24 gennaio 2014.

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