La detrazione fiscale per i figli a carico in caso di separazione

La detrazione fiscale per i figli a carico in caso di separazione  La detrazione fiscale per i figli a carico in caso di separazione

Diciamocela tutta: la detrazione fiscale per i figli a carico non è che una minuscola goccia di risparmio nel mare magnum di tasse e balzelli in cui continuamente annaspano i cittadini italiani. Ciononostante per buona parte dei genitori (e in particolare per quelli separati) rappresenta un “tesoretto” da non sprecare.

Ecco allora qualche utile informazione per comprenderne il meccanismo di funzionamento ed evitare di perdersi nei meandri della normativa fiscale.

COS’È LA DETRAZIONE FISCALE PER I FIGLI A CARICO

La detrazione fiscale per i figli a carico è un’agevolazione prevista dal testo unico delle imposte sul reddito (TUIR), approvato con D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, che consente al contribuente, nel caso specifico genitore, di ottenere uno sconto sull’Irpef da pagare attraverso le trattenute in busta paga o in sede di dichiarazione dei redditi (730 o UNICO).

A CHI E QUANDO SPETTA

La detrazione spetta al/ai genitore/i per ciascun figlio avente un reddito complessivo nel periodo d’imposta non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili sostenuti a prescindere dall’età, dalla convivenza con esso/i e dall’eventuale presenza di handicap, dal mese in cui si verificano le condizioni richieste fino a quello in cui cessano, indipendentemente dal numero dei giorni.

A QUANTO AMMONTA

L’art. 1, comma 483, della legge n. 228 del 24 dicembre 2012 (cd. legge di stabilità 2013) ha modificato la detrazione fiscale per i figli a carico, intervenendo sul TUIR e disponendo un aumento dello sconto Irpef a partire dall’1 gennaio 2013.

Gli importi risultano così rideterminati:

  • 950 euro per ciascun figlio (800 euro nel 2012), detrazione che sale a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni (900 euro nel 2012);
  • incremento di 400 euro per ciascun figlio portatore di handicap (220 euro nel 2012);
  • incremento di 200 euro per ciascun figlio, a partire dal primo, di contribuenti con più di tre figli a carico (invariato rispetto al 2012).

COME SI CALCOLA

Per calcolare la detrazione fiscale per un figlio a carico occorre sottrarre all’importo di 95.000 euro il reddito complessivo del contribuente, dividere per 95.000 euro e moltiplicare il risultato per la detrazione base, utilizzando la formula (95.000 euro – reddito complessivo) / 95.000 euro x detrazione base. Se invece i figli a carico sono più di uno, l’importo di 95.000 euro dev’essere aumentato di 15.000 euro per ciascun figlio successivo al primo: 110.000 euro per due, 125.000 euro per tre e così via. La detrazione non scatta se il reddito complessivo del contribuente è pari o superiore a 95.000 euro (eventualmente maggiorati per la presenza di più figli).

QUALI SONO I CRITERI DI RIPARTIZIONE

I criteri di ripartizione della detrazione fiscale per i figli a carico in caso di separazione sono regolati dall’art. 12, comma 1, lettera c), del TUIR, aggiornato alla legge n. 296 del 27 dicembre 2006. La norma stabilisce che, in mancanza d’intesa, la detrazione spetti al genitore affidatario in caso di affidamento esclusivo o per metà a ciascuno dei genitori in caso di affidamento congiunto o condiviso, salvo la possibilità per questi ultimi di accordarsi per attribuire l’intera detrazione a quello con il reddito più elevato. “Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto o condiviso, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto o condiviso, pari al 50 per cento della detrazione stessa”. La fattispecie presa in considerazione dalla norma, ossia la possibilità di attribuire all’altro genitore l’intera detrazione, ricorre anche nell’ipotesi in cui il genitore originariamente affidatario, pur avendo un reddito più elevato rispetto a quello dell’altro, non possa fruire della detrazione perché in possesso di oneri deducibili e/o detraibili tali da azzerare l’imposta.

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