Separazione: chi fa da sé, fa per tre

Separazione: chi fa da sé, fa per tre

Iniziamo col dire che, pur essendo ammessa nella maggior parte dei tribunali italiani, per quanto pratica ed economica, la separazione senza avvocato non è sempre la soluzione ideale. In particolare non lo è quando vi sono figli minori e quando le condizioni prevedono un trasferimento di proprietà e/o la costituzione di un diritto reale. In questi casi il nostro consiglio è quello di rivolgersi a un professionista, unico modo per garantirsi il pieno rispetto delle prescrizioni di legge necessarie alla validità dell’atto ed evitare il rischio di vedersi respingere la domanda.

Ciò premesso, e ricordando che il buon esito della procedura è subordinato alla totale sintonia dei coniugi sulle condizioni pattuite, vediamo quali sono in linea di massima i passi da seguire per non commettere errori.

1. IL RICORSO

Il ricorso è l’atto attraverso il quale i coniugi chiedono di comparire davanti al presidente del tribunale per ottenere il decreto di omologa della separazione. Tale documento, preventivamente reperito presso la cancelleria del tribunale del luogo di residenza o domicilio di uno dei ricorrenti, dev’essere depositato presso la stessa, debitamente compilato e corredato di:

  • copia autentica dell’atto di matrimonio (da richiedersi al Comune ove è stato celebrato);
  • certificato cumulativo di residenza e stato di famiglia di entrambi i coniugi (se ancora conviventi, è sufficiente un certificato);
  • nota d’iscrizione a ruolo per le cause ordinarie (scaricabile qui);
  • modello Istat M. 252 (scaricabile qui);
  • contributo unificato da € 37,00 (acquistabile in tabaccheria).

Al momento del deposito i coniugi devono presentarsi insieme per l’identificazione e l’autenticazione delle firme, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità. Il cancelliere rilascerà il numero d’iscrizione a ruolo che permetterà, in un tempo ragionevolmente compreso tra le due settimane e il mese, di chiedere conferma della fissazione della data dell’udienza.

2. L’UDIENZA

A seguito del deposito del ricorso il presidente del tribunale fissa con decreto la data dell’udienza di comparizione dei coniugi davanti a sé (cd. udienza presidenziale). In genere si tratta di un’incombenza di breve durata che termina con la sottoscrizione da parte dei coniugi delle condizioni riportate nel verbale di udienza. Il fascicolo viene poi trasmesso alla camera di consiglio per il provvedimento di omologazione.

3. IL DECRETO DI OMOLOGA

Trascorsi circa trenta giorni dall’udienza presidenziale, la cancelleria comunica alle parti l’avvenuto deposito del decreto di omologa, ovvero il provvedimento con cui il tribunale vista e ratifica la separazione dei coniugi. Dopo quindici giorni gli ex coniugi possono quindi recarsi presso la stessa cancelleria per ritirare le copie autentiche dell’atto di separazione, composto da ricorso, verbale di udienza e decreto di omologa.

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