Quando l’avvocato non c’è…

 Quando l’avvocato non c’è…  Quando l'avvocato non c'è...

Fino a qualche anno fa separarsi senza avvocato era possibile, almeno consensualmente. Oggi non lo è più. Con la riforma del processo civile introdotta dal decreto-legge n. 35 del 14 marzo 2005 è stato infatti riformulato il testo dell’art. 707 c.p.c. che ora prevede che “i coniugi debbono comparire personalmente davanti al presidente con l’assistenza del difensore” sia in sede consensuale che contenziosa. Tuttavia alcuni tribunali ancora consentono, nel primo caso, di arrangiarsi da soli. I potenziali rischi per chi sceglie di percorrere questa strada sono quasi sempre sottovalutati, se non addirittura ignorati.

Vale quindi la pena di ricordarne alcuni tra i principali:

  • un ricorso per separazione presentato esclusivamente dalle parti, anche davanti a tribunali che ammettono tale modalità, è un atto inficiato da nullità e pertanto impugnabile dal coniuge che ne abbia interesse. La Cassazione si è già pronunciata in tal senso per il divorzio e lo stesso orientamento potrebbe in futuro riguardare anche la separazione;
  • la competenza territoriale del tribunale non è sempre facilmente identificabile e presentare la domanda di separazione alla sede sbagliata può rappresentare per i coniugi una vera e propria trappola. Quello della competenza territoriale è infatti un principio inderogabile che, se non correttamente osservato, si converte in motivo di nullità;
  • fare a meno dell’avvocato nella fase di redazione dell’accordo è assolutamente sconsigliabile. Con la separazione i coniugi stabiliscono le condizioni che regoleranno la loro vita e quella dei loro figli per i successivi 10-15 anni di vita, se non di più. Tale incombenza non può quindi essere lasciata all’improvvisazione o all’ingenua convinzione che “tanto si andrà sempre d’accordo” sia perché la materia è tecnica e non tutto può essere regolato sia perché non c’è alcuna garanzia che una coppia serena al momento della separazione lo sarà anche in seguito. Anzi è più facile il contrario. Per questo motivo le regole devono essere valide e precise e l’aiuto di un professionista è, se non imprescindibile, quantomeno opportuno.

E il divorzio? Senza avvocato non è possibile. Anche la Cassazione è recentemente intervenuta sul punto con la sentenza n. 26365 del 7 dicembre 2011, ribadendo, secondo quanto disposto dall’art. 82 c.p.c., che “salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti al tribunale e alla corte d’appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente”. La sentenza sarebbe quindi nulla se la domanda di divorzio dovesse essere sottoscritta solo dagli ex coniugi.

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