Mediazione familiare e sostegno alla genitorialità

La mediazione familiare si rivolge a coloro che stanno vivendo una separazione (direttamente o indirettamente), operando in una delicata area intermedia che si colloca a cavallo tra il contesto psico-socio-pedagogico e il contesto legale, ovvero quello psicogiuridico. L’accompagnamento attraverso le difficoltà della transizione e il dolore per la rottura del patto coniugale è il principale onere del mediatore, il quale, prima ancora che un arbitro, un negoziatore o un conciliatore, è un “curatore” della relazione tra le parti. Continua a leggere

Divorzio o nullità matrimoniale?

Quando il rapporto coniugale giunge al capolinea, ci si trova spesso di fronte a un bivio: seguire la strada più battuta, cioè chiedere prima la separazione e poi il divorzio, oppure imboccare l’altra, puntando dritti alla nullità del matrimonio. Nel dubbio è estremamente utile rivolgersi al tribunale ecclesiastico di competenza o a un avvocato rotale per valutare se un’eventuale domanda di nullità abbia un minimo di fondatezza (non è infatti scontato che tutti i matrimoni falliti siano anche nulli) e se nel proprio caso sia preferibile procedere con la prima o con la seconda ipotesi. Basterebbero probabilmente poche informazioni per comprendere che quest’ultima è senza dubbio la più vantaggiosa. Continua a leggere

Mediatore familiare, il “sarto” delle relazioni

Tra chi ne ha già sentito parlare e chi no, tra chi ne conosce la funzione e chi pensa che sia altro (per esempio, terapia di coppia), tra chi la ritiene utile e chi meno, sulla mediazione familiare si è detto e si continua a dire un po’ di tutto. La cosa certa è che, a oltre trent’anni dal suo primo approdo in Italia, su tale professione regna ancora una grande confusione. Ecco allora una metafora per spiegarla in maniera semplice. Continua a leggere

In mediazione familiare per salvare il progetto genitoriale

In una relazione di coppia in cui siano presenti figli i partner vivono una doppia dimensione: la coniugalità e la genitorialità. Si tratta di dimensioni parallele che danno vita a progetti diversi, prossimi tra loro quanto a coinvolgimento emotivo, impegno e investimento, ma nettamente distinti quanto a compiti e responsabilità. Nel momento della separazione non è infrequente la confusione tra i due ruoli, tanto che mantenere la continuità della coppia genitoriale si profila come compito particolarmente difficile, a causa delle interferenze derivanti dal conflitto che opera nella sfera dimensionale della coniugalità. Continua a leggere

E se a separarsi sono i genitori con figli disabili?

È ormai assodato che dinanzi alla disabilità di un figlio molte famiglie si sgretolano. Non è una regola, ma si sa che purtroppo capita. Ovviamente, come per gli altri, anche i figli disabili soffrono e possono risentire della riorganizzazione della struttura familiare e delle relazioni che la rottura del rapporto sentimentale dei genitori comporta. Del resto sempre di separazione si tratta e i cambiamenti spaventano tutti, più o meno, allo stesso modo. Continua a leggere

Il matrimonio canonico

La Chiesa Cattolica insegna che il matrimonio è un’intima comunione di vita e amore, un mutuo donarsi e riceversi attraverso il patto coniugale. Ed è questa la sua dimensione naturale, che Cristo ha elevato alla dignità di sacramento. È dall’atto umano con il quale i coniugi mutuamente si donano e si ricevono che nasce, anche davanti alla società, l’istituzione del matrimonio, che ha stabilità per ordinamento divino e che per sua stessa natura è ordinata alla procreazione ed educazione della prole. Solo così l’uomo e la donna sperimentano il senso della loro unità e la raggiungono sempre più pienamente. Continua a leggere