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14 Feb. 2008 - GENOVA - Il bilancio di dieci anni è impressionante: 691 delitti, 158 minori uccisi, 976 vittime di suicidi ed omicidi. È la disperazione che porta un genitore separato alla follia assassina e, secondo le fredde determinazioni statistiche, il padre a togliersi la vita nel 93% dei casi. Padri separati relegati ai margini o del tutto estromessi dalla vita dei figli. Nel 2006 a Roma i "padri senza diritti" manifestarono in mutande: il padre 50enne accusato di abusi sulla figlia che (...) s’incatena davanti al Tribunale e quello che minaccia di darsi fuoco in diretta TV.
L’ultima denuncia è della Caritas: nei dormitori, alle mense, aumentano gli uomini separati ridotti in povertà. Il dramma è condiviso da migliaia di padri ed associazioni come quella dei Papà Separati sollecitano interventi. Una risposta arriva dalla Liguria, regione al primo posto in Italia in percentuale per numero di divorzi e separazioni. Si tratta di una proposta di legge regionale a favore dei padri separati, che porta la firma di un consigliere di An, Alessio Saso, ma tratta un argomento così sentito da aver trovato sponda nelle altre formazioni politiche tanto che in questi giorni si sta costituendo una commissione ristretta per definire meglio la formulazione ed accelerare un varo bipartisan.
«È una buona proposta di legge - conferma il capogruppo dell’Ulivo, Claudio Gustavano -. È un contributo originale su cui riflettere magari per inserirla in un contesto più ampio sul tema delle fragilità che caratterizzano una separazione. Cogliamo l’opportunità di lavorare su una cosa buona tutti insieme. Sarà una questione senza colore. Ormai separarsi è una cosa da ricchi. Lo stato di padre separato si traduce nell’impossibilità di riuscire ad offrire ai figli una vita di relazione».
Attraverso una serie di aiuti la legge intende proprio consentire al padre separato di continuare a fare il papà, condividendo la vita dei figli. «Intendiamo offrire sostegno di carattere economico, legale e psicologico - spiega il promotore Saso, sociologo -. Ovvero fornire un’abitazione a quei padri che nel periodo della separazione rischiano di tornare in casa con i propri genitori, condizione che non permette loro di poter ospitare i figli. Fino al sostegno legale per appianare le questioni, passando per un aiuto psicologico, perché spesso il genitore che deve abbandonare la casa con i propri figli ha necessità di recuperare il senso del proprio ruolo e della propria dignità».
«Nel nostro Paese - prosegue Saso - è andata consolidandosi una prassi giudiziaria che privilegia le madri quali punto di riferimento educativo, che stabilisce l’assegnazione dei figli e della casa alla madre mentre ai padri viene assegnato un ruolo di sostegno economico di solito quantificato in 1/3 dello stipendio. In oltre il 90% dei casi il padre è tenuto a versare un assegno di mantenimento per i figli pari, in media, a 400 euro mensili, e nel 71% dei casi la casa va alla ex moglie. Ora, considerato che oltre la metà dei separati con figli minori appartengono alla categoria degli insegnanti, impiegati ed operai, che il 54% di essi ha al massimo la licenza elementare, è evidente che non solo le donne, ma anche gli uomini che si trovano in questa condizione sono a rischio povertà».
La legge "Misure a sostegno dei padri separati in situazione di difficoltà" sarà presentata al convegno In nome del padre in programma domani alle ore 15:00 al Teatro della Gioventù di Genova da Saso con l’associazione Papà Separati ed il patrocinio del Consiglio regionale della Liguria, presente anche l’associazione Famiglie Separate Cristiane.
(fonte: LASTAMPA.IT - 14/02/2008)