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Genitori separati litigano? Figli al Comune

A stabilirlo la sentenza n. 14042/2008

thumb03 Giu. 2008 - ROMA - Meglio i servizi sociali che mamma e papà. È quanto recentemente affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 14042/2008. Quando i coniugi si separano ed i figli diventano "strumento di rivendicazione", allora è giusto affidare la loro crescita ad un funzionario del Comune piuttosto che ai genitori.
Litigare costantemente, sobillando i figli contro l'ex partner e ponendoli al centro di reiterate discussioni, ne penalizza la crescita educativa e fa loro male al pari di una malattia non curata.

I princìpi dimenticati. I figli non sono merce di scambio nelle liti tra separati. È un assunto riconosciuto da ogni genitore finché resta marito o moglie. Ma quando la famiglia si rompe e nasce la contesa civile sull'affidamento dei bambini, i princìpi si dimenticano facilmente. E i figli sono i primi a soffrirne.

I figli ostaggi. La Suprema Corte è intervenuta nella disputa tra due ex coniugi di Castiglione Chiavarese, un paese di 1.600 anime sulle alture dell'appennino ligure. Virgilio e Cinzia si erano separati ed il Tribunale di Chiavari, nel 2001, aveva affidato i due bambini ad entrambi. Ma le liti tra i due ex coniugi continuavano più accese che mai. La frattura del loro rapporto si era trasformata in una guerra neppure tanto sotterranea in cui i bambini erano diventati loro ostaggi. Tirati da un lato o dall'altro al solo scopo di far dispetto all'ex coniuge in un'eterna contesa piena di rancori e risentimenti.

«I minori soffrono». Il consulente tecnico dei giudici, sentiti i genitori e i figli, scrisse: «Massimo e Monica mostrano segni di sofferenza, determinati dall'incapacità dei genitori di avviare un pur minimo dialogo fra loro e dalla tendenza di utilizzare i figli quale strumento di offesa e di rivendicazione». Comportamenti irresponsabili che i giudici hanno punito.

«Concordare le scelte con il Comune». Dapprima la Corte d'Appello, poi la Cassazione. Niente più affido congiunto dei figli, ma consegna dei bambini al Comune: tutte le questioni che riguarderanno i due minori dovranno essere concordate con i servizi sociali. «Rivedremo la nostra decisione - hanno scritto i giudici - solo quando i due genitori diventeranno più maturi e responsabili».

I matrimonialisti: «Scelta giusta». Soluzione accolta con soddisfazione dall'AMI - Associazione Matrimonialisti Italiani, e meno bene da quella che raggruppa i genitori separati. Gian Ettore Gassani, civilista specializzato in questioni familiari, è convinto che, in certi casi, l'affidamento ai servizi sociali sia un provvedimento del tutto condivisibile: «I figli non possono essere terreno e strumento di vendetta dei coniugi. La potestà genitoriale non va intesa come un diritto di proprietà sui figli. L'affido presso terzi è utile tutte le volte in cui i figli vengono traumatizzati e strumentalizzati dai loro genitori».

«Decisione che aggrava, non risolve». Scelta che l'associazione Gesef - Genitori separati dai figli ritiene invece una bandiera bianca alzata nella battaglia educativa dei figli: «Affidare al Comune i figli di una coppia separata e conflittuale non solo non risolve il problema, ma lo aggrava. Tutti sarebbero capaci di affidare i bambini a qualcun altro. Il difficile invece - dice il presidente Vincenzo Spavoni - è cercare una soluzione. Lo Stato così distrugge la famiglia che va aiutata. Non serve minacciare l'allontanamento dai figli. Servono piuttosto interventi per sostenere i coniugi».

«Meglio il mediatore familiare». Forse il sostegno giusto, suggerisce il Moige - Movimento Italiano Genitori, è il mediatore familiare: «Le separazioni - precisa il presidente dell'associazione Maria Rita Muinizzi - devono avvenire in un clima il più possibile adatto a non creare ulteriori esperienze traumatiche per i figli, attraverso l'incentivazione della figura, già presente, del mediatore familiare».

(fonte: REPUBBLICA.IT - 03/06/2008)

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