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Divorzio “à la française”

Arrivano le feste per dirsi addio

thumb01 Dic. 2006 - ROMA - Chi l'ha detto che il divorzio è un momento triste di cui dispiacersi? Anzi. Per quanti credono che il matrimonio sia la tomba dell’amore, e non ne possono più degli insopportabili difetti del partner, ecco un modo per dare un taglio al proprio passato ed iniziare una nuova vita, senza versare una lacrima. Arrivano le feste di divorzio a base di champagne, confetti e, naturalmente, divorce cake, ovvero una torta sontuosa e ricca con la quale sancire definitivamente la separazione, in maniera... dolcissima.

Il trend, che arriva direttamente dai Paesi del Sud America e sta riscuotendo sempre più successo, è approdato anche in Europa e a Parigi ha aperto addirittura la prima agenzia specializzata proprio in questo tipo di offerta, pronta a sbarcare a breve anche in Italia.

Si chiama “Wedding out factory”, abbreviato in Wof, e le sue creatrici sono due francesi esperte nell'organizzazione di eventi, Julie e Rebecca. La prima festa di divorzio che hanno organizzato è stata quella per Rebecca. «Non se ne parla proprio di passare la serata dopo la firma del contratto di divorzio a piagnucolare da sola davanti ad un piatto di sushi», ha spiegato la donna. E così ha invitato gli amici ad un enorme picnic sui prati del Champ-de-Mars, accanto alla torre Eiffel.

Un nuovo tipo di divorzio “à la française” sta quindi nascendo, soprattutto alla luce delle statistiche, che indicano come a Parigi una coppia su due divorzi. In Italia non va molto meglio, secondo i recenti dati EURISPES, ogni quattro minuti si spegne un sogno d'amore sancito con le nozze; divorzi e matrimoni sono infatti saliti rispettivamente a +59% e +66% negli ultimi dieci anni.

Tra champagne, confetti a forma di cuore, palloncini, mazzi di fiori e scherzi, le feste di divorzio sono una specie di via di mezzo tra un addio al nubilato e una festa di matrimonio (con un solo festeggiato, naturalmente). Ma, puntualizzano Julie e Rebecca: «Niente volgarità e sempre un'atmosfera chic».

La serata inizia con una parodia del divorzio: il novello single formula i suoi voti di celibato e firma un documento che attesta il suo nuovo statuto. Il tutto davanti agli amici, riuniti per l'occasione e “testimoni di questa nuova vita che comincia”. Infatti, secondo le due organizzatrici, «il divorzio è ormai un fenomeno sociale. Le persone cambiano lavoro diverse volte nella vita, ed allo stesso modo vivono diverse storie d'amore. Certo, una coppia che “scoppia” è sempre una sconfitta, che però va sdrammatizzata, festeggiandola come una tappa della vita come tante altre».

Per la festa, l'agenzia Wof propone anche dj, cartomanti, illusionisti, truccatori, tatuatori all'hennè, spogliarellisti. Il costo minimo è di 60,00 euro per persona, il luogo e il tipo di festa si concorda tra il novello single e le organizzatrici. Qualche perplessità sulla reale utilità di una festa del genere è lecita, ma gli psicologi non sono affatto contrari alle celebrazioni dei divorzi. Anzi, «in termini di ricostruzione di sè stessi, può essere salutare e sottolineare l'inizio di una rinascita», spiega al quotidiano Le Parisien lo psichiatra Stephane Clerget. Inoltre, puntualizza il medico, una festa di divorzio «permette di fare il punto sugli amici che restano e di ritrovarne alcuni con i quali si erano un po' tagliati i ponti durante il matrimonio. La loro compagnia può essere un vero e proprio trampolino di lancio nella nuova vita».

Meglio evitare, però, scene madri con falò di fotografie e di abiti nuziali. Non solo sono poco chic, ma «non bisogna negare quello che si è vissuto, si tratta solo della fine di un ciclo e non si devono dimenticare i bei momenti della storia», avverte Clerget.

Tra le regole d'oro per una festa di divorzio che si rispetti c'è anche il divieto di invitare i bambini ed in special modo i figli della coppia neo-divorziata: «i piccini hanno il diritto di soffrire e la festa rappresenterebbe ai loro occhi la negazione del dolore che sentono».

(fonte: TGCOM - 01/12/2006)

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