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08 Dic. 2006 - ROMA - Rivoluzione anagrafica nella famiglia. Con il matrimonio la donna mantiene il proprio cognome. E i figli possono avere il doppio cognome, sia quello del padre sia quello della madre. Lo prevede uno schema di provvedimento legislativo sui temi del cognome e sui rapporti di filiazione messo a punto dalla Commissione istituita dal ministro Rosy Bindi e presieduta da Cesare Massimo Bianca. «Il ministro Bindi - riferisce l'ufficio stampa - pensa che il provvedimento potrà essere presentato alle Camere nel mese di gennaio».
La Commissione, istituita d'intesa con il Ministero della Giustizia, sta per concludere i suoi lavori per la messa a punto di un testo normativo e si sta orientando per la soluzione del doppio cognome, formato dal primo cognome di ambedue i genitori, che saranno liberi di deciderne l'ordine all'atto del matrimonio. L'ordine rivestirà grande importanza: tutti i figli degli stessi genitori dovranno avere lo stesso cognome; tutti trasferiranno ai propri figli solo il primo dei due cognomi.
La Commissione - precisa un comunicato - ha scelto di anticipare l'esame del tema del cognome dei figli anche per offrire la collaborazione del Governo al lavoro che su questa materia il Senato sta svolgendo nella Commissione Giustizia, presieduta dal senatore Cesare Salvi.
Lo schema di provvedimento legislativo prevede poi che con il matrimonio ciascun coniuge conservi il proprio cognome ed equipara la normativa relativa ai figli, attualmente distinti dal Codice vigente tra “legittimi” e “naturali”. Per quanto riguarda il cognome dei figli adottivi, la Commissione ha poi ritenuto di dover attribuire rilevanza alla volontà del minore che abbia compiuto il 14/o anno di età ed ha affermato la necessità di sentire anche i più giovani in relazione alla loro capacità di discernimento.
Sui rapporti di filiazione, la Commissione proporrà che tra il figlio riconosciuto e i parenti del genitore che lo riconosce si stabilisca un rapporto di parentela, ciò che oggi è escluso dall'interpretazione data all'articolo 258 del Codice Civile.
Nello schema di provvedimento allo studio, la definizione vigente verrebbe sostituita da quella di figli nati nel matrimonio e fuori del matrimonio. Tale definizione, che supera la distinzione tra figli “legittimi” e “naturali”, appare più conforme a quanto stabilito dall'articolo 30 della Costituzione.
(fonte: ANSA - 08/12/2006)