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I matrimoni italiani? Sono in crisi

Tradisce 1 su 4, spesso sul web

thumb02 Apr. 2009 - ROMA - Immaginate una scena classica come una cena tra coppie di amici sposati: quattro chiacchiere, molti sorrisi, qualche bicchiere di vino ed almeno un paio di corna. È questo il quadro che emerge da uno studio poco lusinghiero sull'amore coniugale condotto dal centro studi dell'Associazione Matrimonialisti Italiani in collaborazione con il prof. Vincenzo Mastronardi, direttore della cattedra di psicopatologia forense presso la facoltà medica dell'università La Sapienza di Roma: in Italia c'è un infedele in un matrimonio su due.

Ma non pensate subito male. Il colpevole non è probabilmente quello che la maggior parte delle donne sta già additando. Secondo lo studio infatti, oltre al preoccupante dato della crescita dei tradimenti in Italia, ce n'è un altro altrettanto spiazzante: il numero di donne sposate che tradiscono ha quasi raggiunto quello degli uomini, con una percentuale del 45% contro il 55%. E non solo. Nel 7% dei casi chi tradisce, uomo o donna che sia, lo fa con una persona del suo stesso sesso. Crescono dunque anche le infedeltà extraconiugali omosessuali in un quadro che numericamente non lascia molto spazio al romanticismo ed ai sogni d'amore.

Cade così il mito del maschio italico, malandrino ed infedele per vocazione. La donna, da oggetto del desiderio, passa a diventare cacciatrice. Tutto questo fermento di relazioni extraconiugali si consuma soprattutto in alcuni ambienti che, secondo lo studio, vanno rintracciati nel contesto lavorativo e nelle attività sociali, favorite in particolar modo da internet, chat e social forum, ma anche dagli incontri casuali vecchio stile. Le percentuali parlano chiaro: nel 60% dei casi chi tradisce lo fa con un collega di lavoro, mentre per il restante 40% il fedifrago tradisce con una persona conosciuta on line o sempre più raramente off line.

Cambiano insomma le regole del tradimento, ma restano invariate le modalità che portano il coniuge a scoprire il fattaccio. La scoperta di questi nuovi tradimenti avviene nelle stesse modalità di quelli tradizionali ovvero tramite sms, e-mail, investigazioni private o confessioni.

A stupire, però, è soprattutto il dato riguardante le infedeltà omosessuali che l'avv. Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Associazione Matrimonialisti Italiani commenta così: «Sempre più spesso, nelle procedure di separazione, si scopre che il marito o la moglie hanno relazioni extraconiugali con persone dello stesso sesso. E le reazioni dei coniugi che scoprono tali tradimenti omosessuali - spiega Gassani - sono quasi sempre di sbigottimento, incredulità, delusione o vergogna. Molti coniugi tendono ancora a nascondere l'omosessualità del partner quasi come fosse un tabù. Ultimamente, però, si sta registrando un'inversione di tendenza. I traditi hanno sempre meno remore a portare le prove in giudizio dell'infedeltà coniugale di tipo omosessuale».

Del resto anche la Cassazione, con la recente sentenza 7207/09, ha equiparato, in termini di gravità, la relazione extraconiugale omosessuale a quella eterosessuale, addebitando la separazione ad un marito che aveva tradito la moglie con un altro uomo. «Tale pronuncia della Suprema Corte - conclude Gassani - ha sancito due princìpi: il primo sottrae all'omosessualità ogni connotazione patologica o perversa; il secondo in virtù del primo, stabilisce che qualsivoglia relazione extraconiugale può essere sanzionata mediante l'addebito della separazione quando il tradimento viene considerato la causa, e non la conseguenza, della crisi coniugale».

(fonte: REPUBBLICA.IT - 02/04/2009)

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