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	<title>AIGES - Blog</title>
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	<description>Il piacere di parlare, condividere e crescere. Insieme.</description>
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		<title>Separazione e casa, se ne parla a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Save the date]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Ratti]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Pellegrini]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[Destrafuturo]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Dell'Anna]]></category>
		<category><![CDATA[genitori separati]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Osnato]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Alessandra Gallone]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Pagani]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Puccinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Novo Umberto Maerna]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Frassinetti]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Oberdan]]></category>

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		<description><![CDATA[Assegnata nel 45,3% dei casi alla donna e nel 29,6% all'uomo, la casa rappresenta per molti aspetti
lo spartiacque tra indigenza economica e disagio abitativo. Un problema di rilevante impatto sociale che richiede adeguate risposte da parte di tutti. <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/05/separazione-e-casa-se-ne-parla-a-milano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/05/Separazione-e-casa-se-ne-parla-a-Milano.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/05/Separazione-e-casa-se-ne-parla-a-Milano.jpg" alt="" title="Separazione e casa, se ne parla a Milano" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1464" /></a></p>
<p>&#8220;Genitori separati e casa: problemi, soluzioni, idee&#8221;. È il titolo del convegno promosso da Destrafuturo nell&#8217;ambito delle iniziative volte a favorire il potenziamento delle attività di sostegno ai genitori separati, che si terrà a Milano presso lo Spazio Oberdan in viale Vittorio Veneto 2 lunedì 21 maggio 2012 alle ore 21:00.</p>
<p>Al centro del dibattito c&#8217;è il delicato tema dell&#8217;assegnazione della casa in sede di separazione, affrontato negli interventi che si articoleranno nel corso della serata.</p>
<p>I lavori saranno introdotti da <strong>Novo Umberto Maerna</strong> (Vicepresidente della Provincia di Milano).</p>
<p>Moderatore sarà <strong>Michele Puccinelli</strong>.</p>
<p>Il programma prevede le relazioni di <strong>Massimo Pagani</strong> (Assessore alle Politiche sociali della Provincia Milano), <strong>Fabrizio Dell&#8217;Anna</strong> (Presidente AIGES &#8211; Associazione Italiana Genitori Separati), <strong>Antonella Ratti</strong> (Membro AIAF &#8211; Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia), <strong>Carolina Pellegrini</strong> (Consigliera di Parità della Regione Lombardia), <strong>Marco Osnato</strong> (Consigliere del Comune di Milano e dirigente ALER), <strong>Maria Alessandra Gallone</strong> (Senatrice del PdL e componente della commissione Giustizia) e <strong>Paola Frassinetti</strong> (Deputata del PdL e vicepresidente della VII commissione).</p>
<p>La partecipazione è gratuita. <a href="https://www.facebook.com/events/145842548881809/">Confermala subito</a> tramite la pagina Facebook dedicata all&#8217;evento!</p>
<p><strong>Per informazioni:</strong><br />
Ufficio stampa<br />
Tel./Fax 02 39465334<br />
E-mail ufficiostampa[at]aiges.org</p>
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		<title>Separazione, divorzio e IMU</title>
		<link>http://www.aiges.org/blog/2012/05/separazione-divorzio-e-imu/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Separazione: istruzioni per l'uso]]></category>
		<category><![CDATA[casa coniugale]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di abitazione]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[IMU]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà l'assegnatario della casa coniugale a pagare l'IMU, anche se non ne è il proprietario. A poco più di un mese dalla scadenza di pagamento della prima rata spieghiamo come funziona la nuova imposta, punto per punto. <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/05/separazione-divorzio-e-imu/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/05/Separazione-divorzio-e-IMU.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/05/Separazione-divorzio-e-IMU.jpg" alt="" title="Separazione, divorzio e IMU" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1402" /></a></p>
<p>&#8220;L&#8217;assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione&#8221;. È quanto stabilito dal decreto legge 2 marzo 2012, n. 16 (cd. &#8220;decreto semplificazioni&#8221;), coordinato con la legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44. Cambio di rotta, quindi&#8230; Sì, perché, se per l&#8217;ICI era stato previsto l&#8217;obbligo di pagamento a carico di entrambi i proprietari, ovvero del proprietario esclusivo anche per la casa abitata dall&#8217;ex coniuge, ora l&#8217;IMU equipara il diritto di abitazione dell&#8217;immobile assegnato dal giudice al diritto reale di abitazione, trasferendo tale obbligo a chi occupa l&#8217;appartamento a prescindere dal fatto che ne sia il proprietario o ne possieda una quota.</p>
<p>Ecco allora una mini guida per capire meglio il funzionamento della nuova imposta.</p>
<h4>Cos&#8217;è l&#8217;IMU</h4>
<p>L&#8217;IMU è un&#8217;imposta patrimoniale che si applica sul valore degli immobili di proprietà. Come previsto dall&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale) tale imposta sostituisce ICI, Irpef e addizionali comunali e regionali.</p>
<h4>Su cosa si applica</h4>
<p>L&#8217;IMU si applica su tutti gli immobili con esclusione del reddito da locazione, che continua a essere sottoposto a tassazione ordinaria.</p>
<h4>Chi paga</h4>
<p>Sono obbligati al pagamento i proprietari di immobili, ma anche i titolari di diritti reali di godimento.</p>
<h4>Aliquote base e detrazioni</h4>
<p>Le aliquote ordinarie, fissate dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (cd. decreto &#8220;salva Italia&#8221;) sono pari al 4 per mille (o 0,4%) sulla prima casa e al 7,6 per mille (o 0,76%) sulle altre e valgono su tutto il territorio nazionale. Se l&#8217;immobile è adibito ad abitazione principale, il contribuente ha diritto a una detrazione di 200 euro, maggiorata di 50 euro (fino a un massimo di 400 euro) per ciascun figlio a carico di età non superiore ai 26 anni, purché residente anagraficamente e dimorante abitualmente nella stessa.</p>
<h4>Come si calcola</h4>
<p>Il punto di partenza è la rendita catastale dell&#8217;immobile, che risulta dall&#8217;atto di acquisto o che può essere richiesta all&#8217;Agenzia del Territorio. La rendita dev&#8217;essere rivalutata del 5% e moltiplicata per 160. Il risultato costituisce la base imponibile dell&#8217;imposta su cui va applicata l&#8217;aliquota. Facciamo un esempio pratico per un immobile con rendita catastale di 1.000 euro, adibito a prima casa, di proprietà di un contribuente con un figlio a carico: 1.000 euro x 1,05 (rivalutazione) x 160 (coefficiente di maggiorazione) = 168.000 euro (base imponibile). Su tale valore dovrà essere applicata l&#8217;aliquota, pertanto 168.000 euro x 0,4% (aliquota) = 672 euro (imposta lorda) &#8211; 200 euro (detrazione sulla prima casa) &#8211; 50 euro (detrazione per il figlio a carico) = 422 euro (imposta netta).</p>
<h4>Dove si paga&#8230;</h4>
<p class="no-margin-bottom">Il pagamento può essere effettuato esclusivamente mediante modello F24:</p>
<ul>
<li>presso qualsiasi ufficio postale;</li>
<li>presso qualsiasi sportello bancario;</li>
<li>tramite il servizio di home banking fornito dalla propria banca;</li>
<li>tramite i servizi telematici dell&#8217;Agenzia delle Entrate;</li>
<li>tramite un intermediario abilitato.</li>
</ul>
<h4>&#8230;e quando</h4>
<p>L&#8217;IMU sulla prima casa si paga in tre rate. La prima e la seconda, ciascuna pari a un terzo dell&#8217;imposta totale, devono essere pagate entro il 18 giugno e il 17 settembre. La terza rata, a saldo di eventuali variazioni decise a livello comunale, entro il 17 dicembre. L&#8217;IMU sulla seconda casa segue invece il comportamento dell&#8217;ICI con due rate al 50%: acconto a giugno e saldo a dicembre. Come l&#8217;ICI anche l&#8217;IMU è dovuta in proporzione al periodo di possesso nel corso dell&#8217;anno, per cui dev&#8217;essere rapportata ai mesi effettivi di possesso. Nel caso in cui il possesso si protragga per oltre 15 giorni in un mese è necessario considerare l&#8217;intero mese. Per le case acquistate nel corso del 2012 la presentazione della dichiarazione IMU deve avvenire entro il 30 settembre.</p>
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		<title>Quando l&#8217;avvocato non c&#8217;è&#8230;</title>
		<link>http://www.aiges.org/blog/2012/04/quando-lavvocato-non-ce/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Separazione: istruzioni per l'uso]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[istruzioni per l’uso]]></category>
		<category><![CDATA[separarsi senza avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempi di crisi, si sa, il risparmio è tutto. Ecco perché sono sempre più numerose le coppie che scelgono di separarsi consensualmente senza avvocato. Ma il fai da te conviene davvero? Facciamo chiarezza per non alimentare false aspettative. <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/04/quando-lavvocato-non-ce/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/04/Quando-lavvocato-non-ce....jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/04/Quando-lavvocato-non-ce....jpg" alt="" title="Quando l&#039;avvocato non c&#039;è..." width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1335" /></a></p>
<p>Fino a qualche anno fa separarsi senza avvocato era possibile, almeno consensualmente. Oggi non lo è più. Con la riforma del processo civile introdotta dal decreto legge 14 marzo 2005, n. 35 è stato infatti riformulato il testo dell&#8217;art. 707 c.p.c., che ora prevede che &#8220;i coniugi debbono comparire personalmente davanti al presidente con l&#8217;assistenza del difensore&#8221;, sia in sede consensuale, sia in sede contenziosa. Tuttavia, alcuni tribunali ancora consentono, nel primo caso, di arrangiarsi da soli. I potenziali rischi per chi sceglie di percorrere questa strada sono quasi sempre sottovalutati, se non addirittura sconosciuti.</p>
<p class="no-margin-bottom">Vale quindi la pena di ricordarne alcuni tra i principali:</p>
<ul>
<li>un ricorso per separazione presentato esclusivamente dalle parti, anche davanti a tribunali che ancora ammettono tale modalità, è un atto inficiato da nullità e pertanto impugnabile dal coniuge che ne abbia interesse. La Cassazione si è già pronunciata in tal senso per il divorzio e lo stesso orientamento potrebbe in futuro riguardare anche la separazione;</li>
<li>la competenza territoriale del tribunale non è sempre facilmente identificabile e sbagliare la risposta a domande come &#8220;A quale tribunale dobbiamo rivolgerci?&#8221;, &#8220;A quello del luogo in cui ci siamo sposati o in cui abbiamo vissuto con la famiglia?&#8221;, &#8220;E ora che risiediamo in città diverse che si fa?&#8221; può rappresentare per i coniugi una vera e propria trappola. Quello della competenza territoriale è, infatti, un principio inderogabile che, se non correttamente osservato, si converte in motivo di nullità;</li>
<li>fare a meno dell&#8217;avvocato nella fase di redazione dell&#8217;accordo è assolutamente sconsigliabile. Con la separazione i coniugi stabiliscono le condizioni che regoleranno la propria vita e quella dei figli per i successivi 10-15 anni, se non di più. La loro formulazione non può quindi essere lasciata all&#8217;improvvisazione o all&#8217;ingenua convinzione che &#8220;tanto si andrà sempre d&#8217;accordo&#8221;, sia perché la materia è tecnica e non tutto può essere regolato, sia perché non c&#8217;è alcuna garanzia che una coppia serena in sede di separazione lo sarà anche in seguito. Anzi, è più facile il contrario. Per questo motivo le regole devono essere valide e precise e l&#8217;aiuto di un professionista è, se non imprescindibile, quantomeno opportuno.</li>
</ul>
<p>E il divorzio? Senza avvocato non è possibile. Anche la Cassazione è recentemente intervenuta sul punto con la sentenza n. 26365 del 7 dicembre 2011, ribadendo, secondo quanto disposto dall&#8217;art. 82 c.p.c., che &#8220;salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti al tribunale e alla corte d&#8217;appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente&#8221;. La sentenza sarebbe quindi nulla se la domanda di divorzio dovesse essere sottoscritta solo dagli ex coniugi.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Divorzio breve: se non ora, quando?</title>
		<link>http://www.aiges.org/blog/2012/03/divorzio-breve-se-non-ora-quando/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 09:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Dell'Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pro o contro?]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio breve]]></category>
		<category><![CDATA[legge sul divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[separazione legale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 febbraio 2012 la commissione giustizia della Camera dei deputati ha dato il via libera al testo sul cosiddetto "divorzio breve". Non è certamente la migliore delle proposte di legge, ma, comunque la si voglia giudicare, è pur sempre un passo in avanti. <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/03/divorzio-breve-se-non-ora-quando/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/04/Divorzio-breve-se-non-ora-quando.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/04/Divorzio-breve-se-non-ora-quando.jpg" alt="" title="Divorzio breve: se non ora, quando?" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1346" /></a></p>
<p>A oltre quarant&#8217;anni dall&#8217;introduzione della legge sul divorzio e a più di venti dalla riduzione del periodo di separazione legale necessario per ottenerlo, l&#8217;Italia sembra aver finalmente imboccato la strada giusta. Così, forse anche noi, come gli altri Paesi europei, avremo tempi più adeguati e ragionevoli. Un anno anziché tre, Germania docet. Certo, considerando che Francia e Gran Bretagna lo concedono in sei mesi, che alla Spagna ne bastano due e che in Svezia si ottiene con un semplice atto in Comune, si poteva fare meglio, ma una bella sforbiciata sarebbe già una bella conquista.</p>
<p>Innanzitutto perché i tempi previsti dalla legge italiana non incidono quasi mai sulla possibilità di riconciliazione della coppia. Anzi, di solito ne alimentano la conflittualità, generando gravi ripercussioni sulla serenità dei figli.</p>
<p>In secondo luogo perché, come rilevato dall&#8217;ultimo rapporto della Commissione europea sullo stato dei sistemi giudiziari dei Paesi membri, la lentezza della nostra giustizia civile è cronica. E, dopo tre anni di attesa, 634 giorni per ottenere una sentenza sono davvero troppi!</p>
<p>Infine perché il divorzio è un evento fortemente destabilizzante e uno Stato civile dovrebbe aiutare i cittadini, non prolungarne l&#8217;agonia.</p>
<p>Restano solo alcuni interrogativi: perché fare distinzione tra chi non ha figli minori (un anno) e chi invece ne ha (due anni)? I cittadini non hanno forse i medesimi diritti? E ancora: è giusto mantenere in vita un istituto, quello della separazione legale, che nella quasi totalità degli stati europei e mondiali, non esiste o ha sempre avuto un peso relativo?</p>
<p><strong>Divorzio breve: sei pro o contro?</strong> <a href="http://www.facebook.com/aiges4social">Partecipa</a> al sondaggio sulla nostra pagina Facebook.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Separazione e figli: decalogo per genitori</title>
		<link>http://www.aiges.org/blog/2012/02/separazione-e-figli-decalogo-per-genitori/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Separazione: istruzioni per l'uso]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo]]></category>
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		<category><![CDATA[linguaggio non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[senso di colpa]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>
		<category><![CDATA[stato emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[vicinanza fisica]]></category>

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		<description><![CDATA[Che sia frutto di una decisione condivisa o unilaterale, la separazione dei genitori rappresenta sempre un momento di forte disorientamento per i figli, ma ritrovare la bussola non è impossibile. Dieci regole da seguire e sulle quali, prima di tutto, riflettere. <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/02/separazione-e-figli-decalogo-per-genitori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/02/Separazione-e-figli-decalogo-per-genitori.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/02/Separazione-e-figli-decalogo-per-genitori.jpg" alt="" title="Separazione e figli: decalogo per genitori" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1119" /></a></p>
<p>La separazione è una prova dolorosa, soprattutto per i bambini. È quindi importante arrivarci preparati per aiutarli ad affrontare serenamente un evento che per loro resta comunque drammatico<br />
e, spesso, incomprensibile. A tal fine abbiamo stilato un decalogo che suggerisce ai genitori i comportamenti da adottare per gestire al meglio questo periodo così difficile della loro esistenza.</p>
<h4>1. Comunicare a parole, ma non solo&#8230;</h4>
<p>I bambini hanno bisogno di comprendere e dare un senso a ciò che accade. È perciò opportuno fornire loro elementi sufficienti. Le spiegazioni devono essere chiare, semplici e, ovviamente, adeguate all&#8217;età. È consigliabile tralasciare le questioni di carattere legale, rassicurandoli, piuttosto, sulle conseguenze pratiche che la separazione avrà sulla loro vita. Le parole sono lo strumento ideale per far capire ai bambini che si è capaci di riconoscere il loro stato emotivo (&#8220;Sappiamo che sei preoccupato/arrabbiato/triste, ma vedrai che troveremo una soluzione&#8221;), ma non sottovalutiamo l&#8217;importanza del linguaggio non verbale e della vicinanza fisica. Ricordiamoci che gli occhi dei bambini sono lo specchio del nostro stato d&#8217;animo (più saremo ansiosi noi, più lo saranno loro) e che baciarli, abbracciarli e tenerli per mano contribuisce ad accrescerne il senso di protezione.</p>
<h4>2. Gestire il loro senso di colpa</h4>
<p>I bambini devono essere rassicurati. Facciamo sì che abbiano ben chiaro che la separazione non è colpa loro e che mamma e papà continueranno ad amarli quanto se non più di prima.</p>
<h4>3. Rispettare le loro abitudini</h4>
<p>In un momento di improvviso disordine emotivo qual è quello della separazione dei genitori, la stabilità assume un ruolo determinante per l&#8217;equilibrio dei figli. È allora fondamentale che alcune loro abitudini quotidiane come i pasti, il riposo e l&#8217;igiene personale siano mantenute nel tempo, perché la routine, anche se a giorni alterni e in case diverse, mitiga lo stress che ogni bambino vive, rafforzandone la capacità di adattamento.</p>
<h4>4. Non strumentalizzarli</h4>
<p>I figli hanno diritto di esprimere liberamente i loro sentimenti nei confronti di entrambi i genitori, per cui teniamo per noi critiche, giudizi e offese che potrebbero condizionarli a &#8220;scegliere&#8221; da che parte stare.</p>
<h4>5. Prendersi cura di sé per prendersi cura di loro</h4>
<p>Per poter essere d&#8217;aiuto ai figli è essenziale che i genitori sappiano prendersi cura di sé in modo da rendersi emotivamente e fisicamente disponibili. Attenzione, dunque, a non isolarsi e a tenere sempre alto il morale: il buonumore è un ottimo viatico per alleviare il dolore della separazione, soprattutto ai più piccoli.</p>
<h4>6. Amarli, non viziarli</h4>
<p>Occhio alla trappola del sì&#8230; Quello di assecondare tutti i desideri dei figli per riparare al fatto di &#8220;aver tolto&#8221; loro qualcosa con la separazione è l&#8217;errore più comune dei genitori. Il senso di colpa non può e non dev&#8217;essere un alibi. I bambini hanno bisogno di limiti, sempre e comunque. Amarli significa educarli e insegnare loro la vita, non viziarli.</p>
<h4>7. Controllare le proprie emozioni</h4>
<p>Affrontare una separazione non è mai facile, ma ciò non giustifica i genitori a perdere il controllo. Anzi, è vitale che le emozioni (spesso violente) degli adulti non giungano ai bambini in forma amplificata, non sarebbero in grado di elaborarle. Ricordiamoci che il genitore è un educatore e che l’esempio è l’insegnamento migliore che possiamo trasmettere ai nostri figli.</p>
<h4>8. Ragionare con la loro testa</h4>
<p>Vietato lasciarsi trasportare dagli stati d&#8217;animo. I genitori devono concentrarsi sulle esigenze affettive dei figli, sforzandosi di capire ciò che pensano, anche quando non hanno il coraggio di dirlo. È la chiave per farli star bene.</p>
<h4>9. Lavorare &#8220;in coppia&#8221;</h4>
<p class="no-margin-bottom">La collaborazione tra genitori è una delle sfide più impegnative della separazione per la quale vale la pena di ricordare alcuni concetti chiave:</p>
<ul>
<li>è possibile collaborare soltanto quando c&#8217;è rispetto reciproco;</li>
<li>comunicare è l&#8217;unico modo per prendere decisioni condivise e responsabili per i figli;</li>
<li>la relazione tra il genitore e i figli dev&#8217;essere tenuta distinta e non essere influenzata da quella con l&#8217;ex partner.</li>
</ul>
<h4>10. Ponderare le scelte affettive</h4>
<p>Ogni nuova relazione richiede cautela, tanto più se non si è sicuri della propria scelta sentimentale.<br />
Ai bambini serve tempo per accettare un nuovo partner accanto a mamma e papà e un&#8217;altra &#8220;separazione&#8221; potrebbe esporli a ulteriori sofferenze.</p>
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		<title>Pronto Soccorso Divorzi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 13:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il gossip impazza sulla fine di due amori celebri, quello tra Heidi Klum e Seal e quello tra Vanessa Paradis e Johnny Depp, nasce un numero per rispondere ai dubbi di chi deve affrontare la fine di un matrimonio. Direttamente o indirettamente. <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/01/pronto-soccorso-divorzi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/Pronto-Soccorso-Divorzi.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/Pronto-Soccorso-Divorzi.jpg" alt="" title="Pronto Soccorso Divorzi" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1028" /></a></p>
<p>Il fenomeno è talmente vasto che è nato persino un numero di &#8220;pronto soccorso&#8221;, il Pronto AIGES dell&#8217;Associazione Italiana Genitori Separati. La fine di un matrimonio colpisce sempre più persone: solo nel 2009, 3 milioni e 115 mila italiani si sono separati, hanno divorziato o sono convolati a nozze con qualcun altro. A dirlo è l&#8217;ultimo rapporto Istat sulle condizioni economiche delle famiglie, che evidenzia dati preoccupanti: i figli di genitori divisi peggiorano a scuola, frequentano molto meno i papà e i nonni, soprattutto quelli paterni. Mentre in Senato si discute la modifica della legge sull&#8217;affidamento condiviso, gli italiani coinvolgono sempre più nelle cause di separazione anche i cani (500.000) e i gatti (400.000), come racconta il matrimonialista <strong>Gian Ettore Gassani</strong> nel graffiante volume <em>I perplessi sposi</em> (ed. Aliberti, 270 pp., 16 euro). <strong>Fabrizio Dell&#8217;Anna</strong>, 37 anni, milanese, è presidente dell&#8217;AIGES, l&#8217;associazione nata 5 anni fa per sostenere i genitori separati. Con D.it parla del Pronto AIGES, il servizio che fornisce informazioni gratuite per fugare ogni dubbio su separazione, divorzio e affidamento dei figli, telefonando dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19, al 3273894259.</p>
<p><strong>Quando è nato questo servizio?</strong><br />
Ufficialmente i primi di ottobre, ma è stato preceduto da una sperimentazione molto lunga che ci ha impegnati per l&#8217;intero biennio 2009-2010. Oggi chiamano in media 4-5 persone al giorno.</p>
<p><strong>Bisogna essere soci per fruire del servizio?</strong><br />
No, le informazioni telefoniche sono gratuite. Se poi occorre un approfondimento, è possibile, previa iscrizione in qualità di socio ordinario (€ 30,00), richiedere un appuntamento con uno dei professionisti convenzionati. Il costo della prima consulenza è a carico dell&#8217;associazione. Il servizio ha carattere nazionale grazie a una fitta rete di avvocati, mediatori familiari e psicologi presente su gran parte del territorio. Per verificare la copertura delle province basta visitare il sito <a href="http://www.aiges.org/servizi/pronto-aiges">www.aiges.org</a>.</p>
<p><strong>Il vostro servizio si è maggiormente sviluppato al Nord. Perché?</strong><br />
Al Sud il nostro risultato è numericamente meno importante. Ciò è dovuto in parte alla difficoltà di farsi conoscere, in parte a questioni di carattere culturale. Dall&#8217;Umbria in giù, con la sola eccezione di Roma, l&#8217;equazione &#8220;professionista di famiglia = persona fidata&#8221; la fa infatti da padrone, accompagnandosi spesso a una diffidenza nei confronti delle associazioni che raramente trova giustificazione. Tanto più che, è bene ricordarlo, realtà come la nostra esistono per garantire non solo una tutela migliore, ma anche, il più delle volte, un concreto risparmio di denaro. Motivo per cui al Nord ci scelgono.</p>
<p><strong>Quali sono le informazioni più richieste tramite il Pronto AIGES?</strong><br />
Nella maggior parte dei casi gli utenti chiedono qual è l&#8217;iter della separazione o del divorzio, quali sono le tempistiche di ottenimento di un provvedimento e quali sono i costi.</p>
<p><strong>Sono più gli uomini o le donne?</strong><br />
Tra il 2009 e il 2010 abbiamo gestito 1536 contatti telefonici. Per il 46% uomini e per il 54% donne. Ci teniamo a sottolineare che la nostra non è un&#8217;associazione di parte. A noi si rivolgono spesso le coppie. I nostri utenti tipo sono, infatti, generalmente meno votati al conflitto e più disposti a &#8220;mediare&#8221;. Tuteliamo prima di tutto i bambini, promuovendo la collaborazione tra genitori anche quando la situazione è molto conflittuale. Ecco come riusciamo a mantenere la percentuale di giudiziali ben al di sotto del 10%. Tra le chiamate che riceviamo c&#8217;è anche quella del nonno che ha difficoltà a vedere i nipotini o quella della nuova compagna del padre, minacciata dall&#8217;ex moglie di lui. A volte è il genitore che chiama per aiutare il proprio figlio che si sta separando, altre volte sono i parenti. È un lavoro complesso, perché le questioni di famiglia riguardano i sentimenti, materia sempre molto delicata.</p>
<p><strong>È una vicenda personale che l&#8217;ha portata a fondare AIGES?</strong><br />
Senza dubbio. AIGES è nata nel 2006 in coincidenza con il mio divorzio e dopo una separazione, seppur relativamente tranquilla, assai traumatica sia sotto il profilo emotivo (per la presenza di mio figlio, all&#8217;epoca di un anno), sia sotto quello pratico ed economico.</p>
<p><strong>Se, all&#8217;epoca della sua separazione, fosse esistita un&#8217;associazione come quella che ha poi fondato, sarebbe stato diverso per lei?</strong><br />
Mi sarebbe stato più facile, anche se la mia non è stata una vicenda particolarmente complicata. Le coppie che &#8220;incappano&#8221; per la prima volta nella separazione, magari dopo 25 anni di matrimonio, sono quasi sempre all&#8217;oscuro di ciò che le attende: sanno poco o niente di affidamento condiviso, diritto di visita e mantenimento, se non quanto riferito loro da amici e colleghi. In tutti questi casi informarsi bene è l&#8217;unico modo per fare scelte consapevoli ed efficaci.</p>
<p><strong>Credits</strong><br />
Articolo di Ilaria Lonigro pubblicato il 25 gennaio 2012 su D &#8211; la Repubblica.<br />
© RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Pronto AIGES, positivo il primo bilancio</title>
		<link>http://www.aiges.org/blog/2012/01/pronto-aiges-positivo-il-primo-bilancio/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 08:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ufficio stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partenza brillante per il servizio gratuito di informazioni telefoniche sulla separazione, il divorzio e l'affidamento dei figli recentemente istituito dall'Associazione Italiana Genitori Separati. Dell'Anna: «Soddisfatti, ma c'è ancora molto da fare». <a href="http://www.aiges.org/blog/2012/01/pronto-aiges-positivo-il-primo-bilancio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/Pronto-AIGES-primo-bilancio-positivo.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/Pronto-AIGES-primo-bilancio-positivo.jpg" alt="" title="Pronto AIGES, primo bilancio positivo" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-1004" /></a></p>
<p>302 contatti: è questo il dato restituito dai primi quattro mesi di attività del pronto soccorso telefonico presentato lo scorso 15 settembre 2011 dall&#8217;Associazione Italiana Genitori Separati.</p>
<p>A usufruirne sono stati 166 uomini (55%) e 136 donne (45%), quasi tutti residenti al Centro-Nord<br />
(98% contro il 2% del Sud). Le regioni maggiormente interessate sono la Lombardia, il Veneto e l&#8217;Emilia-Romagna, rispettivamente con il 38%, il 20% e il 12%, seguite da Piemonte (7%), Lazio, Liguria e Toscana (5%), Marche (4%), Umbria (2%), Sardegna e Sicilia (1%).</p>
<p>La fascia di età più ricorrente è quella compresa tra i 40 e i 60 anni (62%), ma degne di nota sono anche la percentuale degli under 40 (27%) e quella degli over 60, che rappresenta l&#8217;11% del campione. Il target è di estrazione culturale media e, nella maggioranza dei casi (89%), dispone di una fonte di reddito da lavoro o pensione.</p>
<p>Le domande degli utenti riguardano generalmente la casa familiare, gli alimenti e/o l&#8217;assegno di mantenimento e il diritto di visita ai figli, ma non mancano richieste di consiglio su piccole emergenze di carattere sia educativo, sia organizzativo.</p>
<p>«Il numero di contatti – commenta il presidente dell&#8217;associazione Fabrizio Dell&#8217;Anna – testimonia la capacità del nostro servizio di fornire agli utenti risposte chiare ed esaustive. Un buon risultato – continua Dell&#8217;Anna – che ci incoraggia a proseguire sulla strada che ci siamo prefissati: confermarci nel tempo come principale punto di riferimento nell&#8217;ambito delle delicate problematiche della separazione, del divorzio e dell&#8217;affidamento dei figli».</p>
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		<title>Natale (con)diviso: ecco le regole d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 08:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Separazione: istruzioni per l'uso]]></category>
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		<description><![CDATA[Le feste si avvicinano, ma l’attesa ha lasciato il posto a un vago senso di disagio? Tutto normale, è una sensazione comune a tanti genitori freschi di separazione. Ecco qualche dritta per affrontare al meglio la situazione e far soffrire meno i bambini. <a href="http://www.aiges.org/blog/2011/12/natale-condiviso-ecco-le-regole-doro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/Natale-condiviso-ecco-le-regole-doro.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/Natale-condiviso-ecco-le-regole-doro.jpg" alt="" title="Natale (con)diviso: ecco le regole d&#039;oro" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-964" /></a></p>
<p>Il Natale è la festa della famiglia per eccellenza. Che fare allora quando mamma e papà vivono separati? Qual è il segreto per rendere comunque speciale questo giorno? Ecco alcune semplici regole da mettere in pratica.</p>
<h4>Organizzarsi con il giusto anticipo</h4>
<p>I bambini sono metodici e hanno bisogno di sicurezze: negli affetti, nei luoghi, negli orari. È dunque utile, al di là delle scelte che si faranno, organizzarsi per tempo per permettere loro di godersi ogni momento senza risentire troppo dei cambiamenti. Dividersi la cena della vigilia e il pranzo di Natale<br />
è un&#8217;ottima idea, ma non esistono soluzioni preconfezionate. Tutto si può fare, a patto di usare il buon senso e un pizzico di elasticità.</p>
<h4>Continuare a coltivare le tradizioni</h4>
<p>Anche quando i genitori sono separati, è bene continuare a coltivare le tradizioni. Così, se era consuetudine festeggiare il Natale a casa dei nonni, l’ideale sarebbe mantenere vivo questo appuntamento. Le tradizioni rafforzano lo spirito di appartenenza alla famiglia e per i bambini rappresentano un&#8217;importante opportunità di rinnovo dei propri legami affettivi.</p>
<h4>Natale &#8220;allargato&#8221; solo a condizione che&#8230;</h4>
<p>Nell’immaginario collettivo il Natale è il simbolo dell&#8217;unità familiare. Per chi ha appena messo fine al proprio matrimonio è quindi naturale che questa festa si accompagni a un grande senso di colpa e alla tentazione (comprensibile) di ricreare, almeno “artificialmente”, quell’immagine. Ma è la strada giusta? Certamente lo è, purché si sia accettata l&#8217;idea di rifarsi una vita senza l’altra persona e rabbia e rancore siano stati in qualche modo metabolizzati.</p>
<h4>Niente gare per i regali</h4>
<p>Sebbene sia prettamente infantile, quello degli adulti di contendersi i figli a colpi di regali costosi o alla moda è un comportamento più frequente di quanto si possa pensare. Sono infatti numerose le coppie che, per “comprarsi” il loro affetto, cedono alla competizione, perdendo di vista il significato del Natale. Insegnamo ai bambini ad apprezzare il pensiero senza cercare per forza &#8220;ciò che costa di più&#8221; o “ciò che hanno tutti”. E, se possibile, condividiamo la scelta dei regali con l&#8217;ex partner. È l&#8217;unico modo per non penalizzare nessuno.</p>
<h4>Il dono più bello? Il nostro tempo</h4>
<p>Più che di regali, i bambini hanno bisogno di trascorrere qualche ora a giocare con mamma e papà. Non dimentichiamo mai che il dono più bello che possiamo fare ai figli è il nostro tempo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Una separazione”: un film sull’amore tra responsabilità e scelte</title>
		<link>http://www.aiges.org/blog/2011/11/una-separazione-un-film-sullamore-tra-responsabilita-e-scelte/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<description><![CDATA[Nessun effetto speciale, budget ridotto e un cast di assoluto spessore. Il trionfatore del Festival di Berlino 2011 è tra i film più intensi e originali degli ultimi anni.
Imperdibile al cinema. <a href="http://www.aiges.org/blog/2011/11/una-separazione-un-film-sullamore-tra-responsabilita-e-scelte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/Una-separazione-un-film-sullamore-tra-responsabilità-e-scelte.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/Una-separazione-un-film-sullamore-tra-responsabilità-e-scelte.jpg" alt="" title="&quot;Una separazione&quot;: un film sull&#039;amore tra responsabilità e scelte" width="590" height="400" class="alignnone size-full wp-image-729" /></a></p>
<p>Nel capolavoro diretto da Asghar Farhadi, Orso d&#8217;Oro per il miglior film e doppio Orso d&#8217;Argento per la migliore interpretazione maschile e femminile (cast corale) al Festival di Berlino 2011, c&#8217;è tutta la verità di un dramma universale: quello della privazione degli affetti.</p>
<p>&#8220;Una separazione&#8221; è la storia di una coppia &#8211; Nader e Simin &#8211; in bilico tra le responsabilità del presente e le scelte per il futuro. Lui, costretto a rimanere in Iran per adempiere ai propri doveri di figlio verso il padre malato di Alzheimer. Lei, determinata a trasferirsi altrove per garantirsi, con il marito e la figlia undicenne Termeh, un futuro migliore. Una vicenda triste e dolorosa in cui le vite si sgretolano come castelli di sabbia, testimoniando la crisi dei sentimenti tipica del nostro secolo e un&#8217;incapacità ormai congenita di assumersi le proprie responsabilità, quelle che tengono in piedi una famiglia, pur nella diversità di vedute.</p>
<p>Difficile schierarsi con l&#8217;uno o l&#8217;altro protagonista. La sagacia con cui il regista evita qualsiasi denuncia formale o didascalica restituisce un racconto asciutto, quasi cronachistico, di estremo realismo, impedendo allo spettatore di prendere posizione, seppure le oltre due ore di durata del film forniscano sufficiente materiale. Ogni esistenza &#8211; sembra suggerire il regista &#8211; è differente e impossibile da giudicare, forse anche da comprendere. Come diceva Renoir, «il tragico della vita è che tutti hanno ragione». Quel che è certo è che alla fine a pagarne le conseguenze sono i figli. Che subiscono le scelte dei genitori o sono, ancor peggio, chiamati a farne al posto loro.</p>
<h4>COME FARE PER VEDERE IL FILM</h4>
<p class="no-margin-bottom">Il meccanismo è semplice:</p>
<ul>
<li><a href="http://cineamabeta.com/wp-login.php?redirect_to=http%3A%2F%2Fcineamabeta.com">registrati su Cineama</a> e diventa amico del film attraverso il plugin arancione in home page o nella pagina profilo. Diventando amico del film esprimi automaticamente il desiderio di vederlo;</li>
<li>indica la città in cui vuoi vedere il film all&#8217;interno del plugin oppure completa il tuo profilo su Cineama, fornendo la tua posizione geografica;</li>
<li>una volta ricevuta la tua richiesta Cineama individuerà la sala disponibile più vicina alla tua posizione geografica e ti ricontatterà all&#8217;indirizzo e-mail associato alla tua registrazione per confermarti la prenotazione e darti tutti i riferimenti utili per procedere all’acquisto del biglietto e recarti in sala a vedere il film.</li>
</ul>
<h4>COS&#8217;È <a href="http://cineamabeta.com/">CINEAMA</a></h4>
<p>Cineama è una piattaforma digitale per il cinema 2.0 che promuove la proiezione di film nelle sale cinematografiche attraverso il coinvolgimento diretto e attivo degli spettatori per garantirne una visione più capillare in grado di raggiungere quelle province in cui il cinema di qualità non riesce a trovare uno spazio adeguato. L&#8217;innovativo meccanismo di &#8220;proiezione su richiesta&#8221;, che integra il normale processo di distribuzione, consente agli utenti di esprimere il desiderio di vedere il film, geolocalizzarsi e trovare altri potenziali spettatori con cui condividere la visione nella zona desiderata.</p>
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		<title>&#8220;Case dei papà separati&#8221;: l&#8217;ennesimo errore</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Dell'Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pro o contro?]]></category>
		<category><![CDATA[assegni di mantenimento]]></category>
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		<category><![CDATA[spese straordinarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Le associazioni di padri separati le hanno fortemente volute. I più le ritengono un valido aiuto per gli uomini in difficoltà economica dopo la separazione. Ora lo Stato le finanzia con contributi pubblici.
Ma non è questa la soluzione. <a href="http://www.aiges.org/blog/2011/11/case-dei-papa-separati-lennesimo-errore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/Case-dei-papà-separati-lennesimo-errore.jpg"><img src="http://www.aiges.org/blog/wp-content/uploads/2011/11/Case-dei-papà-separati-lennesimo-errore.jpg" alt="" title="&quot;Case dei papà separati&quot;: l&#039;ennesimo errore" width="590" height="400" class="alignleft size-full wp-image-680" /></a></p>
<p>Quando un matrimonio si rompe e ci sono di mezzo i figli non è mai facile. Per i papà, per alcuni papà, può esserlo ancora meno, perché tra assegni di mantenimento, spese straordinarie e costi legali, ritrovarsi fuori di casa con uno stipendio medio complica maledettamente le cose. È in questi particolari casi che lo Stato giunge in soccorso. Così a Bolzano, Milano, Roma, Savona e Venezia spuntano le prime “case dei papà separati”. E, per la naturale tendenza degli uomini a guardare la forma e non la sostanza, i consensi si sprecano. Tanto che ne seguiranno altre. Forse una in ogni capoluogo di regione. Insomma, la soluzione per allontanare le difficoltà economiche, mettersi un tetto sopra la testa e ricavarsi uno spazio in cui poter giocare con i propri bimbi e trascorrere serenamente qualche ora insieme è servita. In fin dei conti basta un poco di zucchero&#8230;</p>
<p>Ma la pillola va davvero giù? Non proprio. E la conferma me l’ha data mio figlio (10 anni) con la sua pungente preoccupazione: «Papà, tu non sei povero, vero?». Vero, ma i padri, nella gran parte dei procedimenti di separazione, perdono la casa, quasi sempre assegnata alla madre in ragione dell’interesse preminente dei minori.</p>
<p>E allora? Allora il solo modo per non trattare i padri separati come poveri è non considerarli come tali, ripensando a livello legislativo, secondo una visione più bilanciata dei diritti, a una diversa gestione dell&#8217;abitazione. Non costruendo ghetti.</p>
<p><strong>&#8220;Case dei papà separati&#8221;: sei pro o contro?</strong> <a href="http://www.facebook.com/aiges4social">Partecipa</a> al sondaggio sulla nostra pagina Facebook.</p>
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